Fare piccoli per farsi grandi

wolf_in_sheeps_clothing1Vincenzo ha fatto il maestro di scuola elementare per tutta la vita ed oggi che è in pensione fa il maestro in un CAS, un Centro di Accoglienza Straordinaria per rifugiati. In classe ha una trentina di ragazzi tra i 18 e i 25 anni provenienti da molti Paesi africani e del Medio Oriente. Continua a leggere

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La mia materna nudità

me-da-piccoloLavorai per molto più di tre anni per scrivere Ho perso le parole. Quando fu definitivamente concluso decisi che, per non dimenticare quel lavoro, dovevo fare un segno permanente sul mio corpo. Un’incisione, un tatuaggio. E non poteva che essere un elefante, ovviamente. Cercai un disegno col quale potessi identificarmi e mi misi in attesa di un cenno, una indicazione che mi informasse che era il momento. Continua a leggere

Questa voce è stata pubblicata il 26 novembre 2016. 1 Commento

Le parole sono muscoli

1_672-458_resizePer me la vera morte è l’ispirazione che non scorre più canta Caparezza. Se sto dentro questa metafora vedo che io sono uno che ripetutamente si toglie la vita. L’arma di questo ripetuto suicidio è il mio silenzio, che è l’ossigeno che mi consente di vivere una invisibilità almeno sufficiente, ma che si nutre – questo mi è chiaro – anche della mia pigrizia. E però questa volontaria, necessaria e pigra afasia alla lunga si incista e mi rende muto mio malgrado: le parole sono muscoli, se non le usi si atrofizzano, se le usi male si strappano. Il crampo delle parole è il più doloroso. Continua a leggere

Niente di nuovo sotto il sole di Goro

goroNon si contano le teorie che in queste ore sono state sbaragliate per spiegare quello che è successo a Goro. Il comune denominatore della maggior parte di queste teorie è che mala tempora currunt. Che è la teoria meno teoria che esista, la spiegazione meno spiegazione che esista. Continua a leggere

Il balcone sul cortile

cortileQuando cedo, Francesca mi regge. Quando sto per liquefarmi, mi coagulo intorno a lei. La sua presenza mi rassicura. Come un mese fa, che dopo trent’anni che stiamo insieme, per la prima volta mi accompagnò a fare un giro tra i luoghi della mia infanzia. L’ultima volta che c’ero stato avevo le vertigini. Ed anche quel giorno le avevo. E lei le assorbiva. Continua a leggere

Questa voce è stata pubblicata il 8 ottobre 2016. 1 Commento

La musica è finita (gli amici se ne vanno)

img001Mi sono sempre sentito solo. Sin da piccolo. Anche in mezzo a tanta gente, alla famiglia, agli amici. Non sono mai stato abbandonato da nessuno, non posso dire di essere stato lasciato solo. Ma mi sono sempre sentito solo. Tuttora, quando qualcuno mi chiede “come ti senti?”, la risposta che penso e che non dico è “mi sento solo”. Continua a leggere

Questa voce è stata pubblicata il 13 agosto 2016. 5 commenti