L’odio, il corpo e la colpa (prima parte)

Frankenstein_Junior---03Uno. Non passa giorno che qualcuno non faccia commenti sulle mie dimensioni: parenti, amici, conoscenti, perfetti estranei. Si va dalla battuta scontata al consiglio premuroso: il comune denominatore è l’inopportunità. In genere non replico, precisamente faccio finta di non sentire, al limite ammicco molto pazientemente qualche frase di circostanza. Raramente considero con attenzione l’argomento. In ogni caso giudico e classifico. Negativamente. Le questioni che riguardano il corpo hanno sempre a che fare con l’identificazione. Continua a leggere

Claudia, che può zoppicare

img_0845-1Ieri sera ho cancellato dalla mia rubrica telefonica alcune decine di numeri e di persone. Poco meno di novanta. Come un intervento igienico, a volte con criterio ma non sempre. Ho cancellato nomi e persone, non nomi di persone, perché i nomi non sono parole, sono persone. Continua a leggere

Date da mangiare al vostro elefante

Word ArtDi questa storia esistono molte versioni. Questa è la mia. Un ricco signore chiamò a sé i suoi tre figli e diede loro il suo testamento chiedendo di tenerne rigorosamente conto dopo la sua morte. Arrivò il giorno. I tre figli aprirono il testamento e scoprirono che queste erano le disposizioni: al primogenito spettava metà del patrimonio, al secondogenito spettava un terzo del patrimonio e al terzogenito spettava un nono del patrimonio. Arrivò il momento di procedere alla divisione di quella parte del patrimonio consistente in elefanti. Gli elefanti erano 17 e al primogenito spettava la metà: 17 diviso 2 fa 8 e ½. I fratelli furono perplessi (in realtà, impararono in quel momento quello che molti anni dopo, e a fatica, avrebbero imparato anche molti consulenti d’azienda e cioè che se dividi un elefante in due non hai due piccoli elefanti ma un elefante morto). Continua a leggere

Pane, pomodoro e tanto sacrificio

me-da-piccoloCamminando sul lungomare, a pochi metri dall’acqua, mentre tento di tenere insieme l’odore della salsedine e le sfumature dei colori del mare, operazione per me quasi impossibile essendo io privo di qualunque capacità sinestetica, da un balcone al primo piano mi arriva l’urlo devastante di una giovane mamma. Continua a leggere