Troppo tardi

Ieri sera, vigilia di Natale, ti ho rivisto in un mio gesto spontaneo: ho chiuso una bottiglia e l’ho fatto nel modo in cui lo facevi tu. Mi succede la stessa cosa, e ti rivedo, ogni volta che sfrego inutilmente le dita sui soldi, quando li prendo dal portafogli. Ogni volta ho un sussulto, un battito: questi gesti si sono incorporati, si sono incistati nella memoria autonoma del mio corpo, quella che prescinde dalle mie intenzioni, quella che non controllo. Questi gesti consentono a te di continuare i tuoi gesti e a me di vederti e di riconoscerti. Ti rivedo anche in alcune espressioni di mio figlio e questo è proprio incredibile, perché lui ti ha frequentato poco.

Ma su quel gesto di chiudere la bottiglia io metto un’intenzione che solo io conosco: ti ho visto fare quel gesto ogni giorno della nostra vita insieme e ieri sera, nell’attimo stesso in cui l’ho fatto, ti ho rivisto e mi sei mancato. In quel momento, troppo tardi, ti avrei versato da bere.

Se mi avessi chiesto allora di dirti qualcosa su quel gesto, allora, come ogni volta, non ti avrei risposto e avrei continuato a fingere di essere altrove. Se me lo chiedessi oggi, invece, ti verserei da bere e ti direi di non pensarci, che tu ed io non abbiamo mai parlato, che dobbiamo recuperare un’esistenza perduta, che sono contento se mi parli, se mi chiedi. Ti direi che la libertà che mi hai dato mi ha ubriacato e che l’ho usata male. Ma poi, se insistessi, ti direi la verità: avevo paura. Forse la paura, solo oggi lo ipotizzo,  di perdere il controllo. Ti direi che volevo prendermi cura di te ma non lo facevo, che fingevo di non vedere e di non interessarmi alle tue cose, che io riproduco a modo mio il tuo schema: mi riprometto di fare alcune cose e poi non le faccio, che grazie a questa mia consapevolezza oggi penso a te con un battito diverso, con un rispetto che attenua la mia solitudine, che mi assolve e mi guarisce.

E finalmente, davvero, vorrei che almeno oggi, oggi che è Natale, tu insistessi per farmi parlare, così potrei dirti che forse è in questo mio contrappormi a te che mi sono incastrato per molti anni e oggi mi sparpaglio. Ma vorrei dirti anche che nel silenzio delle cose che non ti dico, continuo a proteggerti e continuo a proteggermi.

So che non dovrei farlo, ma lo faccio.

4 thoughts on “Troppo tardi

  1. Sappiamo che non dobbiamo farlo – e lo facciamo. E se nel 2022 non facessimo lo che non dobbiamo fare? Sappiamo che dobbiamo farlo e non lo facciamo. E se nel 2022 lo facessimo? Forse faciliterebbe le cose e le relazioni. Abbraccio e auguri, Felice, a te e i tuoi cari.

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