Lettere al figlio che parte

IMG00243-20100922-0633Ho sognato che ti abbracciavo. Ti stringevo e tenevo il mento sulla tua spalla, appoggiavo la mia barba bianca sulla tua barba scura, sniffavo il tuo odore. Eravamo alla stazione. È una partenza, pensavo, perché c’è silenzio e non si muove nulla.

C’è un abbraccio per la separazione, pensavo, ed uno per il ricongiungimento: quando parti ti abbraccio senza muovermi perché, se sto fermo io, si ferma anche il tempo; quando arrivi ti abbraccio andando, che è il modo di camminare ed esistere insieme.

E mentre ti abbracciavo vi ho visti, bambini, col grembiule della scuola elementare. Col cuore in gola vi guardavo attraversare, tenendovi per mano, una strada piena di automobili: guardavate a destra e a sinistra e aspettavate il momento giusto, calcolando distanza e velocità.

Adesso ti stringo più forte, pensavo, che tanto è un sogno. Che da sveglio non lo faccio mai. E per via di questo pensiero notavo che anche tu mi stavi stringendo forte. E mentre mi stringevi vi ho visti, uomini, fare scelte difficili e vincere e perdere e ogni volta vincere e perdere anch’io con voi, anch’io che non c’ero eppure c’ero sempre.

È una partenza, pensavo mentre dormivo, perché c’è silenzio e non si muove nulla. E sentivo che mi dispiaceva non avere con me un regalo per te (come quando, all’alba in autogrill, tornando da uno dei miei viaggi, compravo all’ultimo minuto, per voi, un regalo che non mi avevate chiesto: ma quelli erano regali di me che tornavo e questo, invece, è un regalo di me che resto).

E nel sogno, adesso, non c’eri più solo tu. Dietro di te c’era chi adesso non c’è più e ci guardava e mi consegnava una scatola e io vedevo che era piena di lettere e mi guardava e mi indicava te. Pareva, sono sicuro, mi dicesse “è questo il regalo per lui”. E mentre mi stringevi frugavo con gli occhi tra le lettere e vedevo che c’erano tutte, tutte le lettere che servono per esistere, tutte le lettere che ti serviranno nella vita.

È una partenza, pensavo mentre dormivo, perché c’è silenzio e non si muove nulla.

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