Maschio, bianco, cattolico, eterosessuale

veglia_vittime_omofobiaSe le parole non sono giuste, nulla può essere giusto” dice Roberto Benigni in La tigre e la neve. C’è qualcuno che se la sente di dargli torto? Io no. Le parole non sono solo importanti bensì sono essenziali perché, lungi dal limitarsi semplicemente a descrivere la realtà, esse la costruiscono.

È a causa di questa mia convinzione che, quando ne vale la pena, esercito il diritto alla insofferenza nei confronti di alcune parole che la realtà la costruiscono male. Omofobia, ad esempio, è una parola che non sopporto perché da una parte non descrive adeguatamente il fenomeno che vorrebbe descrivere e dall’altra rinforza quel fenomeno ri-costruendolo malamente. Perché omofobia è una parola che banalizza, semplicizza, minimizza, edulcora un problema che con la paura ha ben poco a che fare.

Per anni il dispositivo interpretativo della paura ha funzionato bene, e tuttora funziona, per il semplice motivo che le spiegazioni banali hanno il vantaggio di essere alla portata di tutti. Ma noi sappiamo che se è vero che dietro ogni problema complesso c’è una spiegazione semplice, è anche vero che quella spiegazione è sempre sbagliata. Le lotte per le affermazioni identitarie (che sono sempre lotte per il diritto di esistere e dunque per il diritto di esercitare i propri diritti) non hanno nulla a che fare con la paura (in particolare con la paura per ciò che non si conosce che è la narrazione più diffusa e melensa) e il fatto che si continui a utilizzare questa spiegazione peggiora le cose.

Non è paura: è disprezzo nei confronti di è chi considerato inferiore. Inferiore perché non omologo: è lo stesso dispositivo, è lo stesso disprezzo, che il razzista prova nei confronti di chiunque non sia omologo. L’omofobo è maschio, bianco, cattolico ed eterosessuale e anche le donne omofobe sono maschi, bianchi, cattolici ed eterosessuali. L’omofobo che non è maschio, bianco, cattolico ed eterosessuale sogna di esserlo. Sogna di appartenere alla razza dominante. Perché di questo in fondo si tratta: dominare.

È evidente che una porzione minima del problema sta anche in uno stato d’animo confuso che ha origine in un sentimento di paura intesa come percezione soggettiva di una minaccia, di un attacco alle proprie certezze identitarie basiche, alla propria antropologia spontanea, alla propria illusione di poter vivere in un mondo statico. Ma escludo che questa sia la struttura portante del fenomeno che, invece, a mio avviso è la discriminazione, l’inferiorizzazione, il disprezzo, il controllo bio-politico sui corpi e sulle coscienze altrui.

Altrui: è insita nell’omofobia una ossessione altruistica. Quella della negazione dei diritti altrui è una forma ossessiva di altruismo di cui sono capaci solo quelle persone che non sanno alzare lo sguardo dal proprio ombelico, inteso come centro dei propri affetti, ma anche delle proprie pulsioni e dei propri interessi. Inteso come ventre molle della cultura di questo mondo.

Nel ventre molle di questo mondo, nella miniera inesauribile della stupidità, gli imprenditori dell’odio altruistico arruolano legioni di servi sciocchi. Non sono tutti veramente omofobi: ci sono gli stupidi, che sono omofobi sinceri che sinceramente disprezzano, ma ci sono anche i furbi e gli ipocriti, che omofobi non sono affatto (anzi: quanti vizi privati e pubbliche virtù) e che astutamente soffiano sul fuoco dell’omofobia perché sanno bene che la laicità delle istituzioni e dei pensieri è il principale nemico dei loro interessi.

Perché il ventre di questo Paese non è solo molle ma è anche peloso.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 gennaio 2016. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti

2 thoughts on “Maschio, bianco, cattolico, eterosessuale

  1. Felice, 7l tuo approfondimento proprio oggi ci voleva, dopo i vari commenti dei media e del mio parroco nella predica , giornata della famiglia,…………..ti lascio immaginare…….
    piu che mai sono d’accordo con te!
    io non ho la tua capacità di espressione e di analisi,semplicemente:
    la parola omofobia non mi piace, non è questione di fobia,non è questione di spaventarsi
    è questione che sei stronzo.

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