Il delirio del podista

Legs of Runner of Rural RoadÈ da un po’ di giorni che lo incontro. Lo noto da lontano per via della tuta hi-tec che lo fa sembrare uno spermatozoo nero. Ogni volta la stessa storia: corre contromano e mi viene incontro sulla mia corsia occupandola, indifferente non solo a qualunque mezzeria ma anche allo spartitraffico e alla presenza di marciapiedi e piste ciclabili. Forse è la sua fitness. La prima volta ho dovuto sterzare tutto a sinistra per evitarlo, la seconda ho svoltato nella strada a destra, dalla terza in poi ho imparato a spostarmi prima per lasciarlo passare. Imperterrito. Lo sguardo fisso in avanti ma inafferrabile, per via di un paio di occhialini neri che sembrano quelli da sub. Il podista.

Fate spazio al podista perché il podista ha sempre ragione. È l’evoluzione 3.0 del pedone. La versione iper-umanistica del ciclista. Anche il ciclista ha sempre ragione. Se un ciclista muore in un incidente ha ragione a priori, anche se andava contromano o se è passato col rosso. Il ciclista appartiene a una categoria superiore. Ha delle royalties sulla ragione. Se un automobilista fa un incidente ti chiedi se aveva torto o ragione. Se l’incidente lo fa il ciclista dici solo “pezzi di merda”!

Ora, ovviamente la fortuna del mio podista è che io sono asociale altrimenti col cavolo che mi sposterei. E forse una volta lo farò: mi fermerò davanti a lui con la mia automobile, sulla mia carreggiata, aspettando che sia lui a spostarsi. Mi immergerò completamente nella mia parte di automobilista-pezzo-di-merda e ne uscirò ebbro.

Ma questo significherebbe interagire con lui e allora devo accontentarmi dei miei pensieri.

La prima associazione di idee mi riporta alla mente un vero pezzo di merda (un grande professionista del settore): quello che diceva che Cucchi aveva torto a priori e sicuramente era morto per colpa sua, perché era tossicodipendente. Il meccanismo è identico: è un pregiudizio che produce uno stereotipo che a sua volta, nelle forme più radicali e radicate, produce uno stigma. Non conta il verso, il segno, il colore. Mica i pregiudizi e gli stereotipi producono solo segni negativi: c’è Cucchi e c’è il ciclista.

Insomma, conta solo il meccanismo. Ed è un meccanismo molto sottile, perché frega anche i più avvertiti, quelli che si considerano al massimo grado di apertura e libertarismo. Che spesso invece fanno solo il tifo per la loro parte. Perché il meccanismo non è semplice e spesso si serve di una buona apparecchiatura argomentativa: gli argomenti ti fregano sia se non ci sono (vuoto di pensiero) che se ci sono (ingorgo di pensiero). Perché spesso la logica della contrapposizione tra blocchi è più forte di qualunque lungimiranza e cercare di capire, di andare a fondo, di mettere un pensiero a lato, di distinguere, di specificare può essere percepito come un tradimento, un mettersi fuori dal coro. È il delirio del corista. È una fitness di gruppo.

Lo stereotipo è un embolo, è un errore nel sistema logico che si sposta tra la disonestà intellettuale e la impotenza ermeneutica (per approfondire su questo stesso blog: c’è questo articolo Il razzismo che non ti aspetti e anche quest’altro Non siamo tutti Miss Italia, ma in realtà ce ne sono anche altri ma non me li ricordo tutti) e che funziona perché la soddisfazione del bisogno di appartenere a un blocco, a uno schieramento, è cugina della soddisfazione del bisogno di capire, di comprendere. Ma è la cugina più potente, in questa temperie culturale, giacché è sorella della certezza di avere sempre ragione.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 marzo 2015. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti

2 thoughts on “Il delirio del podista

  1. Ma se non andasse contromano farebbe differenza?? Mi pare che nei manuali dei podisti si consigli di andare contromano perchè ” …se c’è un automobilista distratto che non ti ha visto, e sei contromano, tu vedi lui e lo puoi evitare. Mentre se l’automobilista distratto ti viene alle spalle, non lo puoi vedere e quindi amen!”
    Allo stesso modo ho letto da qualche parte che se di notte rimani a piedi e devi camminare su una strada trafficata conviene camminare dal tuo lato sinistro, in modo da vedere le auto in arrivo e poter evitare eventuali investimenti.
    A te invece, da automobilista che differenza ti fa se un pedone in mezzo alla strada sta di faccia, di lato o di spalle? Non lo devi evitare comunque?
    AHAHAHAHAH!! 🙂

  2. No. Non avrei dovuto evitarlo comunque. Leggi bene: correva al centro della carreggiata venendo esattamente verso il centro del mio parabrezza, e non a lato come le migliaia di runner che vedo correre. E comunque questo articolo parla di altro, quello del podista è solo un pretesto. Perché ne stiamo parlando?

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