Eugenetica di Stato (italiano)

downNeanch’io lo sapevo ma accade ai giorni nostri in Italia: decine e decine di ragazzi che sono nati e cresciuti in Italia e, avendo compiuto diciotto anni, potrebbero legittimamente chiedere la cittadinanza italiana non possono farlo. E non perché sono figli di immigrati (regolari) ma perché sono disabili. La legge 91 del 1992 stabilisce, infatti, che non possono chiedere la cittadinanza italiana coloro che non sono in grado di giurare (cioè non sono in grado di pronunciare in piena autonomia la formula del giuramento prevista dalla legge che, tra l’altro, vieta che possa farlo per loro un genitore, un tutore o chiunque altro) e dunque tutti i ragazzi disabili sono automaticamente esclusi da questo diritto e così, mentre i loro fratelli e le loro sorelle potranno diventare cittadini italiani, loro continueranno ad essere “stranieri” nella loro famiglia, nella loro scuola, nel quartiere in cui sono cresciuti, tra i loro coetanei.

E’ evidente che siamo ben oltre il dibattito sulla applicazione nel nostro Paese del principio dello ius soli (principio in base al quale si è automaticamente cittadini del Paese nel quale si nasce) o dello us sanguinis (principio in base al quale si è automaticamente cittadini italiani solo se si è figli di italiani) perché la logica che condanna questi ragazzi a restare stranieri in casa loro è una logica degna della più grande tradizione eugenetica di scuola nazista: concretamente lo Stato italiano afferma, infatti, che un ragazzo o una ragazza down non sono in grado di intendere e di volere e che dunque il loro giuramento sarebbe nullo seppur formulato verbalmente e pronunciato adeguatamente.

Siccome lo status di cittadino comporta il pieno riconoscimento dei diritti civili e politici (status che è riconosciuto a migliaia di ragazze e ragazzi che non sono mai stati in Italia ma che sono figli e, più spesso, nipoti di emigrati italiani) l’idea che una persona disabile possa essere esclusa – perché disabile – dal godimento di tali diritti è una idea aberrante che scandalizza tutte le persone realmente in grado di intendere e di volere.

E allo scandalo che deriva dal fatto che un Paese civile possa regolarsi in questo modo, si aggiunge l’indignazione per il fatto che lo Stato italiano nel 2009 ha ratificato la Convenzione dell’ONU che obbliga gli Stati firmatari a riconoscere alle persone disabili la libertà di movimento, il diritto di scegliere la propria residenza e anche quello di cambiare cittadinanza!!!

Mi tornano in mente le parole di Lorenzo Milani: “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri [e in questo modo poi – nda] allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 gennaio 2013. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti

4 thoughts on “Eugenetica di Stato (italiano)

  1. L’informazione qui contenuta mi è nuova. In linea generale trovo ingiusta l’esclusione di che trattasi. Seguirei con interesse eventuali iniziative di approfondimenti e dibattiti.

    Michele Bozzetti

  2. La cittadinanza si acquisisce automaticamente alla nascita, se si è figli di cittadini italiani. Non bisogna farne richiesta. Nel caso di specie, probabilmente, siamo difronte a figli di immigrati. Dunque, la disciplina sarà diversa, poichè il problema è proprio che i genitori non sono italiani (non riguarda il fatto che i figli siano diversabili). Inoltre, il nostro ordinamento giuridico prevede degli istituti che mirano a tutelare minorenni e diversamente abili, quali la tutela e la rappresentanza legale.

    • L’articolo si riferisce esplicitamente ai figli di immigrati regolari.
      La normativa è anch’essa esplicitata: se si è nati in Italia e si è figli di immigrati regolari, con la maggiore età si può chiedere la cittadinanza italiana.
      Non possono farlo i figli di immigrati regolari che, pur essendo maggiorenni, non sono capaci di formulare il giuramento in un modo che – al legislatore – appare senziente.
      La tutela dei minorenni e dei disabili qui non c’entra. Stiamo parlando di cittadinanza.
      Ad ogni modo su questa questione (di cui ormai si sta parlando in tutto il Paese), proprio in questi giorni, è intervenuto il Presidente della Repubblica dando qualche speranza…

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