Quanto male può fare una domanda?

Decine di bambini escono dal retro della parrocchia nella quale hanno appena partecipato a un incontro di catechismo. Un padre accoglie la sua bambina chiedendole “Qualcuno dei bambini ti ha dato fastidio?”. Glielo chiede direttamente, senza premettere nulla, neppure un saluto. E’ la prima cosa che le dice. La bambina gli risponde allontanandosi con lui, e saltellando, e io non riesco a sentire la sua risposta.

E’ incredibile il potere che può avere una domanda: può anche uccidere! Certo non uccide immediatamente, sul colpo intendo, ma può farlo a lungo termine. Per esempio può uccidere la capacità di stare nel mondo insieme alle altre e agli altri e di starci con gioia. Soprattutto di starci apertamente e con curiosità.

Non tutte le domande sono uguali: quelle di un genitore hanno un peso pesante, va da sé, ma anche quelle di un insegnante lo hanno e se ti cadono addosso possono farti male oppure farti molto bene. Insomma una domanda può cambiare la vita perché, come scrisse Herder, “l’uomo prende forma a seconda delle mani in cui cade” e le domande producono una forma, plasmano la vita di chi le riceve.

Una domanda, dunque, può ucciderti, ma può anche salvarti la vita. Quante e quali altre domande avrebbe potuto fare quel padre se non fosse stato roso dall’angoscia per la serenità e l’incolumità della sua bambina, se solo fosse stato più sereno?

Ripenso alle domande che hanno dato forma alla mia vita: a quelle di mia madre sulla mia salute, a quelle di mio padre sulla mia sistemazione, a quelle dei miei insegnanti. Sono cresciuto, scolasticamente, durante il regno del pensiero lineare e, nonostante alcune straordinarie eccezioni non-lineari a cui devo molto, mi sono state fatte quasi esclusivamente domande a risposta chiusa e con una sola variabile: giusto o sbagliato.

Domande insincere in fondo. Più precisamente test di verifica più che domande. In questo clima ho indossato anch’io temi di italiano come maglioni aderenti tessuti con il filo dell’ortodossia grammaticale e sintattica e ho nascosto nelle mutande i racconti che scrivevo per me stesso.

La sera stessa di quel fugace incontro all’uscita del catechismo, mio figlio mi dice che la catechista ha avvertito tutti: “Ogni domenica mattina tutti a messa: chi non viene passa i guai”! Ecco, la domanda di quel padre, se proprio doveva esserci, poteva essere direzionata meglio così come la sua angoscia: non sui bambini ma sugli adulti che se ne occupano.

Sempre quella sera mi scrive Jurik da Basilea e mi segnala questa illuminante quanto divertente conferenza di Ken Robinson sull’educazione e io capisco che tutte le cose accadono nello stesso giorno per un motivo preciso: affinché io capisca.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata il 17 ottobre 2012. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti

5 thoughts on “Quanto male può fare una domanda?

  1. Grazie Felice, in questo momento di incertezze la creativita’ ha un’enorme importanza .Compito di noi genitori è rispettare il volere e i sogni dei nostri figli, senza interferire piu’ di tanto con la loro vita, il mondo potra’ tornare ad essere vario (non solo avvocati, dottori, professori,….ma anche artisti, pittori,musicisti…..).L’importante è che tutti possano vivere bene. Ciao Nuccia

  2. Ho ascoltato l’intervista, ho sorriso e mi sono detta che ho fatto bene a lasciar perdere l’insegnamento… Ho pensato al tuo articolo e mi sono detta che, peró, non posso scappare dall’educare Marcello… e mi confondo ogni giorno di piú pensando alle tecniche che dovrei adottare con lui e che lo facciano libero e felice… Un giorno, tornata da Israele e dopo aver visitato alcuni dei luoghi sacri, provai a trasmettergli alcune delle emozioni che avevo vissute, una delle quali proprio sulle rive del lago dove Cristo sembra aver miracolosamente moltiplicato pani e pesci… Gli dissi: “i discepoli, vedendo tante persone avvicinarsi e non avendo niente altro che alcuni pani e pochi pesci da offrire, lo comunicarono a Gesú”. E poi gli chiesi: “e sai cosa fece Gesú in quell’occasione”? La sua risposta: “fece panini al pesce per tutti”!!! É certo che le conoscenze di Marcello in merito alle “storie” della religione Cattolica sono molto limitate, ma quella risposta mi sembró delle piú divertenti e creative! Dettate da una mente aperta e libera da vincoli. Risi tanto e continuo a farlo tutte le volte che ci penso, ancora oggi dopo tanti anni… Spero che continui con queste risposte ancora tanti anni…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...