I bambini di Pavlov

Tardo pomeriggio. Tarda primavera.

Osservo un gruppo di bambini che ha appena finito la recita di fine anno scolastico e si accinge a lasciare la scuola ormai semideserta: i bambini sono immobili davanti al portone; la fila per due si piega ma non si spezza, resiste nonostante l’adrenalina; all’esterno i genitori fanno cenno di uscire; la maestra chiacchiera qualche metro più in là con una collega e non si avvede di ciò che sta succedendo; i bambini guardano fuori e guardano la maestra; la bidella li esorta platealmente ad uscire; i genitori si sbracciano; la maestra non li guarda; i bambini non si muovono…

Questa cosa potrebbe andare avanti a lungo, penso…

E invece a un certo punto la bidella ha una intuizione: si alza dal suo banchetto e va a suonare la campanella che rimbomba nel silenzio del tardo pomeriggio di tarda primavera. E’ un attimo: i bambini scheggiano fuori come spinti da una molla invisibile ma tesissima e per loro fortuna i genitori hanno braccia ampie.

Sorrido, mi gratto il capo e penso…

Il primo gruppo di pensieri è più fluido, scorre velocemente ma in maniera incompiuta e frammentaria: entusiasmante e imbarazzante addestramento, dispositivo di condizionamento efficace, elementare (ma potente) apprendimento per associazione, prevedibilità dei nostri comportamenti, trionfo degli automatismi, body knowledge, ecc… Percepisco che nel fondo di questi pensieri, sparsi e improduttivi, il mio disincanto sta facendo un lungo sospiro  e la mia creatività residua (arida, afasica e paralitica) non va oltre la speranza nostalgica di una sana trasgressione evolutiva.

Il secondo gruppo di pensieri è meno veloce e più elaborato, (sento che sto lavorando e allora cambio atteggiamento), riconosco che è un elenco numerato e scelgo un titolo.

LE MIE CAMPANELLE:

1)      Quando sento la sigla di TG1, TG4, TG5 e Studio Aperto cambio canale

2)      Quando arrivo a casa di mia sorella vado in cucina a vedere cosa c’è nel forno (un tempo lo facevo a casa di mia madre)

3)      Quando Francesca mi passa davanti la tocco

4)      Quando mi lavo i denti penso a Ripatransone (un tempo pensavo al lungomare di Taranto).

Annunci
Questa voce è stata pubblicata il 16 giugno 2012. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti

5 thoughts on “I bambini di Pavlov

  1. Pingback: Pavlov a Martina Franca | Martina News

  2. Le mie campanelle sono davvero molte e mi inducono a sbavare come i pavloviani cani, ma mica sempre è, come dire, “conveniente”. In certi contesti è bene ripulire in fretta la bocca e nascondere a tutti la propria salivazione… ma solo in certi contesti. E quelli non contano.

  3. Tardo pomeriggio, tarda la primavera, per fortuna non tarda la bidella che risolve la situazione, probabilmente senza conoscere Pavlov. E se alla bidella assegnassimo qualche ora di lezione settimanale sul “come muoversi nella vita”, forse che i nostri bambini non potrebbero apprendere qualcosa di interessante, magari anche in vernacolo, insieme a quanto curriiculare? Conosco tanti 110 e lode che non hanno i piedi sulla terra. Ma, a parte tali consideraziono che non vogliono offendere nessuno, ringrazio tanto Felice Dilernia per il suo bel modo di scrivere e che ha saputo affrescare in maniera deliziosa una scena di vita quotidiana.
    A proposito, mi sono ricreduta su Flavio Insinna, che ritenev aperson a arguta e corretta. Complimenti.

  4. Caro Felice, mi hai fatto tornare di qualche anno indietro, quando mi capitava spesso di essere impegnato nel recupero della prole all’uscita da scuola e mi sono molto divertito leggendo la tua attenta e arguta descrizione dell’evento! Ho molto apprezzato (notare lo sforzo applicativo dei termini!!!) e condiviso l’elenco delle tue “campanelle” pavloviane che in parte sono anche le mie, ma mi sorge una curiosita’ su Ripatransone che ho avuto modo di visitare; magari ne riparliamo in seguito, ma intanto voglio rendere pubblico un mio riflesso condizionato che riguarda Maria De Filippi: devo necessariamente cambiare canale quando mi capita di incrociarla televisivamente!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...