Flavio Insinna è uno stronzo

Attore e conduttore televisivo molto noto, ha scelto qualche tempo fa di ritirarsi temporaneamente dallo schermo per via della morte di suo padre. Dalla esperienza del lutto è nato un libro (Neanche con un morso all’orecchio) che ha avuto grande successo di pubblico. Sul bisogno di narrare questo pezzo della sua vita ascoltai per radio un’intervista, nella quale mi fece un’ottima impressione e addirittura ne parlai la sera a cena con amici. Credevo che la cosa potesse finire così. E invece no.


Qualche giorno fa ho saputo che il libro in questione contiene un capitolo che Insinna e il suo editore hanno pensato bene di intitolare L’infermiera stronza: in questo capitolo e in quello successivo, Insinna, con un bouquet di insulti che culmina con una stupefacente fantasia di vendetta nei confronti della donna rea di aver fatto il suo dovere, racconta di una infermiera che ha voluto si rispettasse il regolamento e che quindi gli ha impedito di entrare nella stanza del padre insieme a sua sorella e sua madre (per la precisione ha lasciato che fossero loro a scegliere chi dei tre sarebbe entrato).

Riportare per intero i due capitoli sarebbe impossibile. Devo allora necessariamente selezionare degli stralci, pur sapendo che correttezza vuole che ciascuno possa leggere per intero i capitoli in questione e trarre le sue conclusioni (e allora riporto qui il link a quotidianosanità presso il quale è possibile leggere il testo integrale http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato6221799.pdf).

Bassetta, bruttina, con gli occhiali” e quindi “piccola, curta e male cavata“. “Guarda e parla con l’inevitabile rabbia che hanno a volte in corpo le donne basse, bruttine e con gli occhiali“. “Piccola idiota con gli occhiali e con il camice verde“. “La bassetta stronza (…) va via con il suo passettino volitivo, con il passo corto di chi è brutto e ha pure le gambe corte. E quindi fa passi corti e nervosi. E’ nervosa perché vorrebbe essere alta e bella e fare passi lunghi. E non è stronza solo un po’, è stronza fino in fondo perchè mamma la saluta e lei mugugna senza voltarsi una specie di striminzito buonasera“.

E qui comincia la vendetta che solo al termine della lettura si scoprirà essere una fantasia: “(…) arrivo da dietro, la prendo per il collo e le sbatto la faccia contro la sua automobilina nuova nuova, comprata in sedici comode rate. Perde sangue dal naso ma non è svenuta (…) senti bene brutta testa di cazzo (…) il regolamento te lo ficchi dritto su per il culo e vedrai che provi anche un po’ di piacere (…) rispondi brutta nana stronza (…) miss regolamento di questa minchia (…) e se provi a denunciarmi io domani torno e ti ammazzo con le mia mani (…). Infine la chiusura: “Se domani incontro di nuovo la bassetta stronza con gli occhiali le offro un caffè e provo a parlarle con calma. E poi le spacco il naso sul banco del bar”.

Devo necessariamente precisare che il libro non è né comico, né pulp, nè trash… è solo, si fa per dire, un libro autobiografico, una narrazione autentica, direi anche con qualche pretesa vagamente pedagogica, come tutti i libri che vogliono in qualche modo emozionare. Proprio per questo il testo è a dir poco vergognoso: che la rabbia della frustrazione, magari dovuta a un rifiuto ricevuto in maniera non propriamente ortodossa dal punto di vista delle abilità relazionali, possa a caldo provocare una reazione scomposta ci può stare, è umanamente comprensibile e probabile. Ma qui la questione sta in ben altri termini: tra il momento in cui è avvenuto l’episodio e il momento in cui questo è stato descritto sulla bozza di libro sono passati tanti mesi; quella bozza è stata valutata da un editor che l’ha approvata così com’era; probabilmente è stata rivista e corretta dallo stesso Insinna; di fatto finisce, a futura memoria, tra le mani del pubblico a distanza di tanto tanto tempo. Come si può, a distanza di tempo, non provare pudore per la esibizione di cotanta nudità d’animo?

Ma, a parte il problema che Insinna ha con le persone che portano gli occhiali (ce ne faremo una ragione), a parte il disprezzo per chi compra un auto a rate, a parte l’arroganza (esplicito il suo riferimento al fatto di essere uno della TV), a parte ecc… e nonostante l’escamotage della fantasia (o del sogno?) col quale ha tentato di edulcorare la voglia di aggredire e di insultare quella infermiera, rimane una questione fondamentale per via della quale Flavio Insinna si eleva in altezza con la sua immensa stronzaggine: la sua misoginia!

Quella donna esiste davvero, ha letto quelle pagine, le hanno lette i suoi colleghi (che a quanto pare la stimano molto, ma non è importante). Quella donna ha letto in quelle pagine anche una critica feroce alle sue competenze, alla sua capacità di stare nel ruolo, ma non credo l’abbiano ferita quanto i riferimenti, a dir poco fuori luogo, alla sua altezza, ai suoi occhiali, alla sua eventuale bruttezza, alla sua frustrazione per non essere alta e bella. Sono abbastanza certo del fatto che Insinna, come tutti i misogini, non avrebbe mai pensato di offendere un uomo usando quelle stesse categorie.

Di fronte a queste parole vergognose, aggravate dalla colpa di essere un personaggio pubblico e dalla pretesa di scriverle su un libro con l’ambizione di riscuotere consenso e solidarietà, bisogna avere il coraggio di dire chiaramente che la logica che sta dietro un testo come questo è la stessa che sta dietro qualunque forma di violenza nei confronti delle donne, dalla più banale (se può dirsi banale qualunque forma di violenza) alla più brutale. Nelle parole “il regolamento te lo ficchi dritto su per il culo e vedrai che provi anche un po’ di piacere” c’è l’evidenza di un uomo piccolo e brutto (dentro).

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108 thoughts on “Flavio Insinna è uno stronzo

  1. secondo me c’ha un po’ ragione insinna, nel senso che la regola senza cuore è una cavolata. e poi siccome è il suo libro mezzo autobiografico può scrivere ciò che gli pare sempre che non metta nomi o altro. anche a me il pezzo non piace ma magari si è molto feriti in certi frangenti e non oso esprimermi

    • a occhio, ma è solo un’ipotesi, probabilmente il padre era in terapia intensiva (negli altri reparti non mi risulta ci siano limitazioni alle visite, anzi spesso gli infermieri fanno entrare i parenti anche extra-orario del passo). si parla di un reparto in cui sono ricoverati pazienti gravi, attaccati a molte macchine e in bilico tra la vita e la morte. spesso medici e infermieri fanno dentro-fuori dalle stanze, e purtroppo è vero che noi parenti nel mezzo siamo un impicco, soprattutto perché le stanze sono spesso stipatissime di letti.
      posso capire la frustrazione, ma le regole sono regole, soprattutto quando si parla di trattamenti sanitari.. Insinna avrebbe potuto scrivere della sua frustrazione, ma l’infermiera faceva solo il suo dovere.
      e poi che c’entra l’altezza e la “bruttezza”, se fosse stata alta un metro e ottanta, con la quarta e sui tacchi a spillo, avrebbe accettato la regola?

    • Flavio Insinna ha dimostrato che il suo modo di apparire buono e gentile non è reale, solamente televisivo. Sono molto colpito dalle parole di disprezzo che ha pronunciato verso quelle persone. Non avrei mai pensato che un personaggio apparentemente educato e colto come lui potesse arrivare a questo. Ha deluso il suo pubblico. E’ un po’ come il calciatore Zidane che per una testata ha concluso nel peggior dei modi la sua carriera. Sicuramente ha fatto una pessima figura, non si tratta di una semplice parola di un comportamento impulsivo, qui dimostra ed esprime totale disprezzo verso i concorrenti e la produzione. Si capisce dal lungo momento di rabbia che lo porta a parlare senza rendersi conto del grave danno che fa, contare fino a 10 prima di parlare era più saggio. E’ un po’ come sputare nel piatto dove si mangia. Ci tenevo particolarmente ad esprimere il mio pensiero a riguardo.

      • Probabilmente non è santo e neppure diavolo, più o meno come tutti noi. Innere Schweinehund überschwemmen…. non sempre è possibile superare l’io brutale che è in noi.

  2. semplicemente grande, mi riferisco all’articolo no di certo ad insigna, anche perchè se parliamo di grandenza lui no ne può certamente fare parte vuoi per la sua statura, vuoi per la sua bravura di attore, credo che come uono che come attore,sia un pacco, non a caso e stato l’unico suo successo. Pippo.

  3. ma se la “bassetta, bruttina, con gli occhiali, piccola, curta e male cavata“ avesse spiegato ai figli e alla moglie , con un sorriso e un pò di dolcezza, che potevano vedere il loro caro entrando in silenzio, uno per volta perchè …. perchè era bene lasciarlo riposare e che qualunque emozione poteva compromettere il suo stato di salute….. Forse … i ricordi sarebbero stati ben diversi…. Avrebbe ricordato un’ infermiera, bassina si …. ma con un sorriso dolce e amorevole …..

  4. Come si può essere tolleranti difronte a certi toni offensivi e discriminatori?
    E la cosa non finisce qui, perchè subentra la violenza: il tono è violento, per me è una cosa agghiacciante, per me risponde alla logica di tutte le violenze contro le donne, anzi, di tutte le violenze. E dovremmo tutti sentirci disgustati.

  5. Guardi per me questa è una cosa grave. Voglio ancora illudermi che la fonte del testo che lei ha postato non sia autentica.

  6. CHI PARLA MALE DI FLAVIO INSINNA PER ME E’ UN FIGLIO DI MIGNOTTA!!!!!QUESTA STORIA DEL CAPITOLO DELL’INFERMIERA STRONZA DEVE FINIRE UNA VOLTA PER TUTTE!!!!!E’ PARECCHIO GIA CHE VA IN GIRO E ORA BASTA!!!!!!!PIPPO PRIMA DI DIRE CHE FLAVIO NON PUO FAR PARTE DI,PER LA GRANDEZZA FAREBBE BENE A SCIACQUARSI LA LINGUA E A METTERSELA NEL SEDERE!!!!!!INOLTRE NON E’ AFFATTO VERO CHE “AFFARI TUOI E’ STATO L’UNICO SUO SUCCESSO”!!!!!!CXHIUDETE QUEL BECCO PARLANTE!!!!!!! STRONZO E’ CHI HA DETTO MALE DI FLAVIO E CONTINUA A DIRLO,SE LO INCONTRO QUESTI PINCO PALLINI LI DISOSSO……

    • La prima imbecille stronza sei solo te angela ferretti.vedo che anche con gli altri scrivi in toni così maleducati povera pazza esaltata.ciao balena ecco quello che ti direbbe quel grande testa di cazzo di insinna.

  7. Non ero a conoscenza di tale libro perchè personalmente non amo questo genere di letture. E’ vergognoso che un qualsiasi editore possa aver permesso la pubblicazione del libro che, autobiografico o meno, sogno o fantasia, non può e non deve ledere la dignità umana. Lo trovo davvero disgustoso.
    Ma Insinna è consapevole che la persona che descrive, ai mie occhi possa essere proprio lui? Chi gli dà il diritto di giudicare? Il riferimento sessuale poi? Da denuncia!
    Grazie Felice per aver diffuso la notizia, complimenti per il tuo articolo.
    Corsina Depalo

    • Questo signore rappresenta perfettamente la volgarità mediatica dei nostri tempi, l’arroganza abbronzata, turpiloquio e forte accento di bbborgata come unica risorsa per strappare qualche banale risata nell’italiano medio, mediocre come lui. In definitiva è lo stereotipo dell’assoluta mancanza di qualsiasi talento. Un poveretto. Leggendo la replica della sua supporter, fine accademica di Francia, si capiscono tante cose…

  8. Commento ricevuto da una signora (che si è firmata) sul mio profilo FB: “COME TI PERMETTI BRUTTO BASTARDO DI SCRIVERE CONTRO FLAVIO INSINNA???? TU NON PUOI COMPETERE CON UNA PERSONA COSI,TU E QUANT’ALTRI SPARLATE CONTRO DI LUI SMETTETELA DI GETTARE FANGO SU FLAVIO,AVETE ROTTO!!!!!!!SE NON VI E’ SIMPATICO O NON VI VA QUALCOS’ALTRO IN LUI LASCIATE STARE E PENSATE PER VOI MA NON PARLATE PIU DI LUI !!!!!!!”

  9. @Angela Isabella Ferretti: a quanto si vede dalla foto del tuo profilo fb possiedi una bella stazza. Va’ a farti firmare l’autografo, vedrai com’è gentile Insinna. Sai dopo le risate che si fa alle tue spalle? Non è la prima volta che Insinna afferma in un’intervista di aver taciuto ma pensato che di fronte aveva una balena. Credi che vedrebbe la tua (si fa per dire) “bellezza interiore”? Ma finiscila, sei ridicola. Quelle come te Insinna neanche se le fila.

  10. Ah, dimenticavo: complimenti per l’articolo, sig. Di Lernia. Finalmente un uomo che scrive quel che pensa del capitolo di questo miserrimo pagliaccetto. Credevo di essere l’unico. Ha notato che sono tutte donne a difenderlo? “Donne che odiano le donne”!! XD

    • Sweeney concordo pienamente con te e con l’articolo ma xchè io solo vengo invitata a non perseguitare insinna e a farmi una vita mia che ho ovviamente ogni volta che esprimo una mia opinione su questo pagliaccio?x non parlare di battute fuori luogo su di me.accusata ingiustamente di cambiare nome x esprimere un’opinione quando non è vero.ma vi sto così antipatica x caso?

  11. Se l’infermiera in questione fosse stata alta, bellissima e con una vista di 10/10 il signore in questione si sarebbe comportato in maniera diversa? Oppure sarebbe stata l’infermiera a comportarsi in modo diverso, visto che secondo lui tutto nasce dalla sua supposta bruttezza? Si potrebbe proporre che i regolamenti degli ospedali (immagino si tratti di una terapia intensiva) venissero valutati non da criteri di igiene, riservatezza e sicurezza, ma secondo la statura, l’estetica e la capacità visiva di chi li redige.
    All’aggressività e cattiveria delle persone come il signor Insinna cerchiamo di difenderci con un sorriso.

  12. Che al “Braccio e la mente” partecipi il fratello grande e grosso di questa povera infermiera che come colpa ha solo quella di aver fatto rispettare il regolamento.
    Una donna che dopo aver studiato, fatto sacrifici, pulito il sedere al suo adorato paparino viene trattata in questo modo, fa male. Cosa crede, questo sign Insinna, che un paio di trasmissioni in Tv e qualche ruolo a teatro lo innalzino tanto da potersi permettere di giudicare qualcuno che si alza al mattino presto per andare a lavorare,? Se fossi stata lei e avrei dovuto chiudere un occhio al regolamento l’avrei fatto senza dubbio per qualcuno più meritovole, il suo essere ricco e famoso non fa paura a nessuno.

  13. credo che troppi big abbiano necessità di metter per iscritto le loro vite, quando la gente comune semplicemente usa i blog. solo che loro sono i big e quindi noi comuni mortali compriamo queste risme di carta rilegata.
    onestamente, non c’è bisogno di vedere in tv e poi sulla carta stampata queste storie, perché poi si scade nel trash e volgare, come in questo caso.
    grande delusione, onestamente.

  14. Forse l’infermiera se un giorno vivrà quella situazione ma “dall’altra parte”….magari ricorderà quel momento e forse capirà quella rabbia. Idem chi oggi commenta a cuor leggero e vede questo come un film, senza averlo mai vissuto.

    • Quell’infermiera la conosco bene e quel giorno è stata gentile quando gli ha detto del regolamento.chi non lavora in terapia intensiva non si rende conto che i malati stanno appesi ad un filo e la presenza di più persone può provocargli problemi.

  15. Non ho letto il libro, non mi interessa onestamente ma da ciò che ho letto il signore in questione , già e tanto chiamarlo signore si dovrebbe vergognare . L’ infermiera ha fatto il suo dovere e lui che fa la insulta gratuitamente facendo riferimento all’ altezza, al suo peso ,ai suoi occhiali e alla sua bruttezza, ma caro Insinna ,agli occhi di Dio siamo tutti belli e tutti suoi figli. scrivo il suo cognome in minuscolo perche’ tale e’ un uomo piccolo piccolo perchè ha visto solo dall’ alto dei suoi occhi egoisti e non ha visto dagli professionali e non ha visto che forse questa piccola donna ha voluto tutelare suo padre e gli altri pazienti . che gli erano accanto.

  16. Caro Felice,
    tanta volgarita’ gratuita. Questo pero’ fa intendere quanto si lavora male in ospedale, mancanza di rispetto e a seguire denunce e violenza gratuita.
    Con chi prendersela?
    Ciao Nuccia

  17. Ho pensato le stesse cose. Non ho letto il libro, ma hanno avuto coraggio di pubblicizzarlo. Ne hanno parlato in qualche programma, proprio di questo stralcio e la comprensione tutta per l’autore. Anche allora ero rimasta basita dell’accanimento verso l’infermiera che, se mai qualcuno ha avuto la sfortuna di fare un giro di degenza, è ovvio che non si possa stare in tanti in una camera che posso immaginare necessiti di assoluta pace. Volendo anche porre la questione della poca umanità di qualche operatore sanitario, possibile, ma la reazione la supera di certo! Si è fatto forte della sua popolarità per umiliarla pubblicamene e farci pure un guadagno sopra e sì, è stato un tale misogino da attirarsi la mia profonda antipatia. Un ragazzo immaturo, se avesse i sedici anni che dimostra in maturità, ci starebbe bene un sonoro scappellotto. Il dolore privato non giustifica mai l’arroganza. La comprensione si auspica, non si esige. Scusa la lungaggine!

  18. Felice sono d’accordissimo con te, Flavio è veramente uno s***** anche quando stava alla Rai non mi è mai piaciuto è meglio se lo cacciano dalla tv e lo mandano a zappare la terra 🙂

  19. A chi non è mai successo di essere “trattenuti” da un dipendente di qualche struttura pubblica o privata per via del “regolamento”? E’ vero, ci si arrabbia lì per lì, perchè in quel momento il nostro bisogno ci sembra debba avere la precedenza su tutto e tutti. Eppure, non ci siamo mai sognati di insultare chi abbiamo di fronte, che forse, oltre al regolamento da rispettare, ci ha trattato con scortesia. Perchè forse il punto è quello: il regolamento lo puoi far rispettare, ma va prospettato con cortesia, fermezza e cortesia. Certo, i toni violenti con i quali si è espresso il protagonista non sono giustificabili, neppure dallo stato del momento.
    Un saluto
    Ars

    • …che sta morendo in un ospedale, dove non valgono le regole di casa, ma le regole dell’ospedale. Credo che questo sia necessario metterlo in evidenza, anche per chiarire il contesto.

    • vedi, io capisco una reazione a caldo, un insulto, un’incazzatura. e probaiblmente la capirebbe anche chi subisce l’insulto. Ma la cosa grave è che il libro è stato partorito mesi dopo, pensato, letto, corretto. a quel punto Insinna poteva manifestare in altro modo la sua “contrarietà” e far valere molto meglio il suo pensiero che ora, molto, proprio pr come è scritto, non considerarenno.

  20. Ciao, io onestamente ho letto il libro e mi è anche piaciuto, probabilmente proprio per il fatto che Insinna si sia lasciato andare mettendosi a nudo completamente. E’ riuscito a mostrarsi quasi senza filtri. Non ha cercato di ricostruire gli avvenimenti col senno di poi ma li ha rivissuti come in quei momenti. Chi di voi con il padre che sta morendo si metterebbe a pensare alla professionalità o alle regole? In quel momento pensieri del genere li fareste anche voi, è stato coraggioso nel riportarli fedelmente giusti o sbagliati che siano a mente fredda.
    Sul libro in questione questo è un mio post che lo riguarda: http://luigitabarro.wordpress.com/2012/05/15/neanche-con-un-morso-allorecchio/

    Ciao.

    • Mia madre stava nella stessa condizione del padre di insinna.anche x me ci sono state le stesse regole e mia mamma é mota ma ti assicuro che ho incontrato sempre ottimi infermieri.ho combattuto x più di 4 anni con la malattia di mia madre ma mai avuto problemi.

  21. Se i compensi del libro sono devoluti ad un ente benefico magari di aiuto oper i malati terminali, vuol ditre che l’onda emotiva di Insinna ancora non ha trovato quiete. E la volgarità è certamente non scusata ma compresa. Se le vendite hanno portato money nelle tasche del Flavietto…mbè direi che è uno stronzo doppio. Peraltro ha usato la cassa di risonanza del suo essere famoso per insultare qualcuno che non ha gli stessi mezzi per rispondere. Sarebbe interessante valutare se la tizia in questione fosse effettivamente riconoscibile..credo che ci siano gli estremi per una denucia..

  22. il post potrebbe anche essere condivisibile, è un vero peccato tu sia caduto nella trappola tentatrice populista, la misoginia è un argomento che “tira” ma qui è totalmente fuori luogo, fosse stato un infermiere maschio Insinna non ci sarebbe certo andato più leggero

    TADS

  23. Nel corso della vita ho incontrato molte persone come quella descritta da Insinna. Sono persone piccole (d’animo), grette, insensibili… in pratica delle nullità, ma hanno il “potere” dato loro dal ruolo che ricoprono in quel momento. E applicano la legge, il regolamento0 o semplicemente quello che pensano per vendicarsi dal mondo e dagli altri, per afefrmare il loro principi. Facendo questo però causano umiliazione, dolore, tempo perduto, ecc. Nel caso descritto da Insinna ci vuole un cuore di pietra per impedire ai famigliari di vedere il congiunto morente. Quale utilità oper lìospedale, la medicina, l’etica, l’umanita???? Niente, solo la loro meschinità che riceve in quei momenti il “potere” assoluto di decidere qual’è il Bene e il Male.
    Bene ha fatto Insinna a “vendicarsi”. certi comportamenti si debbono sapere. E, in un paese dove anche il più assente, incapace o inutile dipendente pubblico viene licenziato o ripreso, beh, che almeno venga additato al publico ludibrio.
    E’ una vendetta anche per i tanti come noi che non hanno la possibilità di farlo.
    male a fatto, a mio avviso, questo sito a dare dello str… a Insinna

    • Lo è xchè in una terapia intensiva purtroppo x tutelare i malati si devono rispettare le regole.e quel giorno il padre non stava morendo.e poi quelle volgarità scritte in quel capitolo sono vergognose.

    • Ma che stai a dire!ma quale cuore di pietra.ma quali comportamenti stai criticando.ha fatto bene questo sito a definirlo str……L’infermiera non è come descritta da insinna.e poi non sono giustificate le offese e volgarità contro questa donna.

  24. Beh nessuno più di me può sapere quanto quest’essere ARROGANTE sia piccolo e brutto dentro purtroppo è proprio quella sua POVERTA’ INTERIORE che lo spinge ad avere nella vita sempre un nuovo capro espiatorio con cui sfogare le sue MISERIE DA POVERO INFELICE qual’è mi meraviglio solo di quei poveretti che continuano a difenderlo a spada tratta mio Dio ma come si fà con tutto quello che costui combina evidentemente sono degni di lui forse anche peggiori di lui come si dice Dio li fà e poi li accoppia!!!!!

    • Già che ci sei, Vittoria, potresti raccontare qualche aneddoto che nessuno meglio di te può sapere? Credo sia molto utile ed edificante, per i telespettatori, sapere che dietro una maschera televisiva c’è un persona vera, con sentimenti più o meno nobili ai quali corrispondono azioni coerenti con il loro vero essere. Grazie in anticipo

  25. ma no, troppo chiasso per uno che scrivendo così si autodescrive come un coglione.
    lasciatelo sprofondare nella suo stesso humus …

  26. Premetto che non ho letto il libro.Il mio pensiero e’ quello di una persona che ha passato mesi in ospedale con un suo caro sofferente, molto sofferente fino alla sua morte, sempre in sofferenza. Certi atteggiamenti, anche di professionisti tra medici, assistenti e ausiliari, anche se giusti, nell’ambito regolamentare ospedaliero, in certi frammenti, sono altamente fuori luogo e devastanti. Bisogna passarci per capire. In quei momenti odi il medico, l’infermiera..perche’ rimangono freddi (come e’ giusto che sia) difronte alla tua angoscia, al dolore del tuo caro. In quei momenti provi oltre al dolore, la rabbia, e’ inevitabile. Quindi capisco appieno le parole, anche dure del sig. Insinna. Perche’ io ho provato le stesse sensazioni, come so per certo che anche altri parenti di persone malate hanno provato e provano tutt’ora. In quanto al prendersela con la fisicita’ dell’infermiera, sia suppongo, solo perche’ non si sa dove attaccarsi, quando sono gli altri ad avere il coltello dalla parte del manico. Spero che se il tutto puo’ servire a qualcosa, serva a far avere un po’ piu’ di umanita’ ai professionisti che lavorano negli ospedali.

  27. Non avrebbe mai agito così con uomo xchè si sarebbe trovato le ossa rotte.mio marito è infermiere e lavora nel reparto dove c’era il padre di insinna e quell’infermiera è una persona umana non è come l’ha descritta insinna.se lo avesse fatto a me mi marito lo massacrava di botte.

  28. insultare è comunque sconveniente. Ma evidenziare la mancanza di competenze relazionali nell’operatore sanitario che impone regole e modalità, è quanto ciascuno di noi dovrebbe fare affinchè questi professionisti avessero l’OBBLIiGO di acquisire una formazione specifica che non riguardi solo gli aspetti pratico/sanitari ma soprattutto la sensibilità e l’empatia necessati anzi indispensabili in un ruolo così delicato! Scegliere di fare un lavoro di questo genere richiede innanzitutto una straordinaria attitudine alla relazione di aiuto. E’ davvero terribile osservare nelle corsie degli ospedali addetti ai lavori insensibili e scontrosi oltre che maleducati, usare quel potere che viene loro attribuito in modo così inopportuno. Ovviamente tanto di cappello a coloro che hanno scelto quel mestiere con un buon livello di consapevolezza,

    • Scontrosi e maleducati ci sono ovunque.sono moglie di un’infermiere e ti assicuro che ci sono moltissimi infermieri bravi ed umani.quell’infermiera caposala ha voluto solo che insinna rispettasse un regolamento ospedaliero.l’ha considerato uguale agli altri.il padre di i.sinna quel giorno non stava morendo.

  29. Se questo personaggio mediatico avesse voluto curare suo padre secondo le sue regole avrebbe dovuto pagare qualcuno a casa sua…così poteva stare con suo padre quanto voleva!
    Se una banca apre alle 08:00 perchè tu non ti presenti alle 7:00 con l’arroganza di voler entrare, ma in ospedale sì!
    In ospedale deve essere sempre tutto dovuto!E’ un luogo di lavoro anche questo!
    Se questa “persona” pensa di saperne di più di infezioni nosocomiali dei professionisti che lavorano in reparto…che faccia domanda di lavoro e vada a lavorare lì!

    • Caro LG, paragonare la morte della propria madre a un’operazione allo sportello di banca mi sembra fuori luogo. Forse lei è fortunato e non ha avuto dei decessi in famiglia. Le auguro di poter continuare così, anche se meriterebbe ben altro…

  30. interessante leggere i commenti di quest post

    Agnese Lo Monaco
    ci ha spiegato che negli ospedali Italiani oltre alle infermiere scorbutiche (secondo Insinna), oltre agli infiermieri da licenziare in tronco pizzicati da striscia e le iene… ci sono pure gli infermieri come suo marito pronti a spaccare la faccia ai parenti rompipalle dei pazienti, però…!!!

    LG,
    prova a trovare un paragone diverso, quello banca/ospedale non sta in piedi

    TADS

    • Quanto sei stupido.leggi bene.mio marito è infermiere da 33 anni ottimo dicono le persone.avrebbe agito così se insinna lo insultava e se avesse scritto di me come ha fatto all’infermiera lo avrebbe aspettato fuori.

      • Testa di rapa xchè questo sei nel dire certe cose.e che diritto aveva insinna di usare volgarità contro questa infermiera?se una persona non è bella deve subire anche queste offese e volgarità?e non fare riferimenti alle iene o a striscia xchè non tutti sono così.

      • E comunque sono d’accordo con te Agnese sai è vero è proprio un peccato che la madre dei cretini sia sempre incinta beh ma che vuoi la zizzania deve crescere con il grano e solo alla fine verrà estirpato!!!

  31. Ho letto il tuo pezzo e i commenti e condivido alcune considerazioni espresse. Bisogna vivere l’esperienza per commentare e “giudicare” (tento di astenermi). Quello che non condivido affatto è che il sig.Insinna(!) a distanza di tanto tempo dall’evento abbia ancora tanta rabbia dentro. Nulla sembra essere cambiato da allora. Nessuna riflessione, nessun ripensamento .Rabbia, rabbia e ancora rabbia. Forse non era riuscito a rasserenarsi con l’amato padre prima della sua scomparsa, avendo lasciato delle cose in sospeso che non è riuscito a chiarire. Forse un’ultima parola d’amore non detta. Forse… Quando la freccia ti colpisce (il dolore della perdita) tu non aggiungerne un’altra (la tua rabbia). Il dolore sarà ancora più grande. (Buddha)

  32. io quello ‘stronzo’ lo vidi moltissimi anni fa in un film, nel quale interpretava un giovane malato terminale di cancro (tra l’altro il film mi piacque). non fosse x qualche involontario zapping (i canali in cui egli presta servizio io non li guardo) forse non l’avrei nemmeno più rivisto. ma il fatto è questo: se sei in uno stato di disperazione può starci che ti incarognisci contro l’infermiera che fa il suo lavoro, ma a me non verrebbe da pestarla a sangue e bassa/bruttina oppure alta/avvenente non cambierebbe nulla. quindi l’essere in questione è molto più di uno ‘stronzo’: è anche un po’ infame…

    • Condivido pienamente. Aggiungo anche che ho avuto a che fare con Insinna e so benissimo che tipo e’ nella sua vita “normale” ossia quando non finge e quando non fa l’attore/conduttore tentando di fare il simpatico e l’ironico. E’ una persona assolutamente menefreghista nella realta’. Ho letto il capitolo (non il libro) e gia’ avevo letto delle polemiche mossegli tempo fa e non ho assolutamente parole. Criticare un’infermiera perche’ fa il suo lavoro e non lo lascia entrare perche’ lui “E’ ” beh non ci sono commenti. Ne tantomeno e’ accettabile accanirsi in quel modo contro di lei con appellativi di quel tipo. Condivido pienamente che sia oltre che stronzo anche un infame. Ma condivido perche’, come ripeto, so che razza di persona e’.

      • Parole sante Sara, purtroppo anche io l’ho potuto conoscere come dici tu, nella sua vita al di fuori dello scermo televisivo…..no comment!!!!!

  33. Ho letto tutto ed ero tentato di essere d’accordo (oltretutto non amo Insinna né i suoi programmi). Però il fervorino “morale” sulla misoginia mi pare uscito dal manuale del bravo “fricchettone”. Mi dispiace dirlo ma è così.
    D’accordo, Insinna ha assunto un atteggiamento arrogante e non coraggiosissimo, visto che non ha parlato al momento (“in faccia”, come si suole dire), bensì tramite un libro.
    Però il solito tormentone delle “povere donne oppresse e vilipese”… e bastaaaaaaaaaa! Non è possibile che ogni occasione sia buona per tirarlo fuori.
    Mi sembra un atteggiamento, scusate, da “bacchettoni”, ribadendo peraltro che Flavio Insinna non si è ben comportato. Però questo sarebbe stato vero anche se la persona oltraggiata dal libro fosse stata un infermiere e non un’infermiera.

    • Io credo che se l’infermiere dosse stato un uomo non si sarebbe concentrato, il buon Insinna, a mortificarlo per il suo aspetto. Non molto tempo fa ho letto un post in cui una legittima incazzatura nei confronti di una donna che aveva segnato un’auto, si è trasformato in una sequela di insulti a sfondo sessuale. Prova tu a girare nel mondo e ad ogni occasione di lite o controversia, sentirti dare della “troia” oppure sentirti chiedere se “hai le tue cose” e via dicendo. Ma a parte le rivendicazioni di buona educazione, che non sono più nemmeno di genere, ma di civiltà, è indegno di chiunque scrivere qualcosa di quel tipo e di chiunque pubblicarlo.

  34. Ilmontedeifolletti illuminaci tutti qual’è per te il significato dell’essere veri massacrare il prossimo con tutti i mezzi possibili e immaginabili? Vuol dire minacciarti urlandoti davanti a tutti di volerti sciogliere nell’acido solo perchè volevi essere educata e fargli le condoglianze per la morte di suo padre? Che sei una povera malata di mente che non gli devi rompere il c…o? Bene volevi tanto sapere degli ANEDDOTI che saranno tali per te ma non per me che li ho vissuti caro ilmontedeifolletti questo è essere veri secondo te beh complimenti devo dire che hai una visione abbastanza contorta e falsata di questo concetto mi sà che hai perso completamente di vista la realtà dalle mie parti invece si chiama ARROGANZA MALEDUCAZIONE NOTEVOLE SUPERFICIALITA’ IL TUTTO SAPIENTEMENTE BEN CONDITO COME GIA’HO DETTO DA UNA DOSE DI POVERTA’ E INFELICITA’ INTERIORE NON INDIFFERENTE perciò mi dispiace per te che credi ancora alle favole e hai il coraggio di dire che costui è uno vero e che ha dei sentimenti nobili sai io non riesco a vedere proprio niente di nobile nelle continue malefatte di costui e come me anche molti altri infatti è molto lunga la lista dei MASSACRATI senza motivo al contrario di quello che forse pensi tu percui ti consiglio di informarti un’altra volta prima di parlare potresti risultare un attimino superficiale non ti dovrebbe nemmeno sfiorare l’idea di cercare di difendere qualch’uno che ormai è praticamente indifendibile ma se ancora ci riesci ribadisco è inutile anche solo stare a perdere tempo a rispondere a te e a tutti quelli che la pensano come te perchè vuol dire che siete degni di un’essere stutturato in un simile modo!!!!!

  35. Non voglio entrare nel merito della vicenda perchè non sapremo mai come siano andate realmente le cose. Però provo ad immaginare l’atteggiamento dell’infermiera che si veste dell’unica autorita che la vita le ha riservato e, proprio perchè si tratta di un personaggio pubblico, mette in atto la sua piccola vendetta sociale.
    Che poi le persone famose, che hanno fatto i soldi e che vivono lo stato di grazia del successo è cosa risaputa, purtroppo.

    • Ma quale vendetta sociale poveraccia.non è come dici.ma quali pochi sanitari xbene.ce ne sono e tanti anche .te lo dice una persona che combatte con la malattia e che l’ospedale è diventato una seconda casa.

      • Ovviamente ognuno fa riferimento alle proprie esperienze ed al proprio contesto.
        Di sicuro a Milano il personale sanitario sarà migliore di quello di Napoli perché è totalmente diverso il contesto socio/culturale.
        Io di buoni ne ho visti molto pochi!

  36. La mia frase finale manca di una parte ed è da intendersi così:
    “Che poi le persone famose, che hanno fatto i soldi e che vivono lo stato di grazia del successo siano pieni di se e si sentano Dio è cosa risaputa, purtroppo.”

  37. Un’ultima osservazione: purtroppo a tutti è capitato di dover frequentare gli ospedali e tutti sappiamo che ci sono sanitari perbene e gentili (pochi…) ma ci sono tantissimi operatori totalmente distaccati, maleducati, sfaticati e disumani….

  38. La evidenziazione dell’aspetto fisco dell’infermiera (bruttina, corta e con le gambe corte) non si giustifica ed appartiene ad una visione maschilista della donna. Nella circostanza ritengo, però, che Insinna l’abbia utilizzata per rimarcare la presunta “cattiveria” che lui attribuisce alle persone con un aspetto tale!

    • “…Nella circostanza ritengo, però, che Insinna l’abbia utilizzata [l’evidenziazione dell’aspetto fisico dell’infermiera] per rimarcare la presunta “cattiveria” che lui attribuisce alle persone con un aspetto tale”…quindi la tua arguta riflessione vorrebbe indurre a pensare che, come i bambini quando vengono sgridati o reputano di aver subito un torto, Insinna penserebbe, scriverebbe, urlerebbe “brutta, brutta”? Anche dopo 9 mesi di gestazione di questo pattume che la Mondadori ha orgogliosamente pubblicato? Vediamo un po’… se il tuo ragionamento è questo, quindi chi reputa un’azione indegna dovrebbe, potrebbe accanirsi anche sull’aspetto fisico di una persona e ciò sarebbe giustificato. Vale anche per Insinna, allora. E se qualcuno scandalizzato, offeso, umiliato da questo omuncolo dicesse “il panzone nasuto, strabico con gli orecchi a sventola e il gozzo da pellicano che cammina col passo da bersagliere per sembrare più alto e aitante”? Va bene?

  39. TADS io invece non comprendo affatto la tua ironia da strapazzo che non fà ridere nessuno tu invece mettici proprio un punto non sò se rendo l’idea!!!!!

  40. Le discussioni da portineria non mi interessano e nemmeno le vicende personali portate come supporto a una riflessione

    Ciò che ha scritto Insinna si può condividere o biasimare, in ogni caso… delle donne esteticamente penalizzate che in situazioni di potere attuano la “azione/reazione compensativa”, ne ha parlato pure Freud.

    Gli ospedali non sono carceri né banche, come ha ipotizzato qualcuno, sono luoghi di sofferenza e spesso di morte, il regolamento è certamente giusto ma bisognerebbe interpretarlo con la dovuta elasticità, i parenti di un moribondo non vivono uno stato emotivo simile a quelli di un paziente operato di tonsille

    Generalizzare è sbagliato come lo è il glorificare una o più individualità, a livello di struttura sociale gli ospedali Italiani sono da terzo mondo, questo lo dicono i dati, le relazioni ufficiali e gli stessi operatori del settore dotati di un minimo di serenità d’animo, i servizi di striscia e le iene sono da considerarsi semplicemente ulteriori prove.

    Perché l’infermiera insultata non ha querelato Insinna???

    TADS

  41. Toh ma tu guarda in chi mi dovevo inbattere TADS e tantopercantare due professori freschi di laurea conseguita alla BOCCONI ma con un cervello come un gheriglio di noce guardano tanto la forma ma mai il contenuto beh certo quello forse non vi conviene guardarlo e questo basta a dimostrare tutta la vostra superficialità. Sapete fareste proprio un bel trio a pensarci bene in quanto a povertà di spirito e mancanza di argomenti con il POTENTE SIGNOR INSINNA già vi ci vedo a cantare SIAMO RIMASTI IN TRE TRE BRIBANTI E TRE SOMARI …..oh mi viene un dubbio ma sarà che niente niente non sapete leggere!!!!!

  42. Trovo condivisibile quasi per intero l’articolo di Felice Di Lernia. Il mio animo, a volte anarchico, mi ha fatto sussultare solo leggendo la frase “donna rea di aver fatto il suo dovere”, usata come attenuante di un comportamento dell’infermiera che anche io assolutamente non condivido. La sua “Ragione” non ha visto la sofferenza, né ascoltato il cuore… Poi, anche se nel quadro generale del suo significato sono d’accordo con quanto dice Felice, un attimo di perplessità mi è venuto alla lettura di quest’altra frase: “Come si può, a distanza di tempo, non provare pudore per la esibizione di cotanta nudità d’animo?”. Io trovo che la nudità d’animo non debba mai essere stemperata, neanche a distanza di tempo, in quanto tale; proprio perché espressione di una situazione di immenso dolore, di un vissuto che si cerca di trasmettere all’altro, non va rivista e smussata, come nudità in sé. Piuttosto, è quella certa nudità, che ha portato alla luce aspetti così irrispettosi dell’umano, tanto ben evidenziati da Felice, che va ripensata.

  43. Difronte ad un grande dolore,consapevoli della possibile morte di ki si ama, non tutti possiamo mai immaginare le nostre reazioni davanti a situazioni simili. Io,se fossi nei vostri panni mi preoccuperei invece di quante persone malate ci sono negli ospedali e nessuno delle loro famiglie gli rende visita.Questo e’ da considerare davvero disgustoso! Prendersela con il sig.Insinna solo perche’ AMA la sua famiglia e’ inconcepibile. Su quel letto potrebbe trovarcisi chiunque!Immaginatevi voi al suo posto,non credo ke avreste la forza di stare lontani di ki AMATE.Quei momenti prima della morte sono ”atroci”. Ammettiamolo,vi do’ ragione,Insinna e’ andato oltre misura con l’infermiera,un po’ troppo,ma non condanniamolo per il fatto ke non voleva perdere suo padre senza avere la possibilita’ di stargli vicino fino all’ultimo respiro. Forse andrebbe rivisto il regolamento nei luoghi dove ci sono persone malate.Della serie : permettere di stare sempre vicini i familiari. Ricordatevi ke al ”cuore come al dolore” non si comanda,nessuno sa prevedere la propria reazione se non ci si e’ passati davanti alla perdita di ki si AMA. Vi kiedo,invece di preoccuparvi ed accanirvi su ki ha scritto un libro per far si’ ke in questo mondo si rivaluti la famiglia(nel suo piccolo naturalmente),Date sfogo alla vostra moralita’ per dare ”voce” a ki e’abbandonato negli ospedali,quanti sono i figli ke non farebbero nulla per i propri genitori.Questo dovrebbe farci riflettere.Flavio Insinna ama i suoi genitori,che male vi fa ? Allora imparate ad amare i vostri figli e di conseguenza vi ameranno i vostri di figli. Non vi suona come una dolce melodia il concetto? E’ per dire ke, alla fin fine siamo tutti figli di un solo Padre,e il nostro prossimo va considerato come un figlio ,amarlo come noi stessi. Voletevi bene e distribuite tanto bene.CIAO, A TUTTI OGNI BENE,SU CORAGGIO !!!!!!!!!!!!

    • Certo, AMA TANTO la sua famiglia, ma MASSACRA SENZA NESSUNA PIETA’ il PROSSIMO, senza un minimo di riguardo per nessuno, non si può confondere il dolore con la CRUDELTA’!!!!!

      • Carissima Vittoria,ma forse nn hai pensato ad una cosa.Ti e’ mai venuto il dubbio ke all ‘infermiera gli sta da sempre ”antipatico” come personaggio Insinna,e quel di, lei ha fatto prevalere il suo concetto:non sa chi sono io!?! Della serie,pur di far prevalere i suoi diritti sul suo posto di lavoro ha mandato a farsi friggere alla sua ”sensibilita’ e ”delicatezza” del momento.In quel momento l’infermiera aveva davanti un essere umano. Fare l’infermiere/a non tutti hanno la pazienza di esserlo,prima di curare una persona dovrebbero prendersi a cuore la persona. So Vittoria, Insinna ti ha rivolto parole molto pesanti e ti sei immedesimata nell’infermiera offesa,ma qualcuno dovra’ pur finirla questa guerra che gli state facendo.pensi sia una soluzione felice per te logorarti l’anima. Posso permettermi di darti un piccolo consiglio? Trova il modo di parlarci e kiarisciti con lui,stai serena! E si’, e’ stato ”crudelmente in’educato” Insinna,ma sappiamo bene ke,tutti possono sbagliare.Glielo vogliamo concedere?Ciao Vittoria!!!!!!!!!!!!!!

      • Egregio Mauro forse è lei che non ci ha capito molto su quello che è successo in quel reparto di terapia intensiva, guardi che è tutto il contrario, non è stata l’infermiera a darsi delle arie e a dire ” non sa chi sono io”, ma invece è stato proprio questo STINCO DI SANTO che volete canonizzare a tutti i costi a dirlo e aggiungendo anche che avrebbe voluto sfoderare il FACCIONE DA RAI perchè forse non l’avevano riconosciuto, solo perchè l’egregia infermiera, (a lei va un sentito plauso da parte mia), non ha fatto favoreggiamenti ne distinzioni tra lui ed un qualsiasi altro essere umano, ed ha applicato con lui e la sua AMATA famiglia, come afferma lei, gli stessi REGOLAMENTI che avrebbe adottato con gli altri, (le ricordo ancora che era un reparto di terapia intensiva non uno qualsiasi), quindi a sbagliare è stato SOLO LUI, il torto marcio e suo è lui a non averne neanche un briciolo di SENSIBILITA’ e DELICATEZZA, non sa nemmeno il significato di queste parole, è inutile volersi arrampicare sugli specchi, forse da arrogante, presuntuoso e prepotente pieno di se quale è credeva di imporre anche li le sue DITTATURE, pensando di poter fare come più gli pareva e piaceva, prevaricando su qualsiasi morale e regolamento, , e passando sopra su tutto e tutti come è sua consuetudine, perchè LUI è LUI, ed è lampante che non è abbituato a seguire delle regole, è un caprone a briglie sciolte, forse anche a casa sua si comporta allo stesso modo, evidentemente neanche la sua CARA STIMATA ed AMATA famiglia ha potuto molto con questo FIORE ALL’OCCHIELLO, e non è riuscita ad inculcargli neanche le norme elementari di base del VIVERE CIVILE, perciò, mi è alquanto incomprensibile come lei faccia ad accampare l’ipotesi che all’infermiera stesse antipatico, mah questi sono i misteri della vita, sopra cui non ci è dato sapere. Per quanto riguarda me invece, sappia che la mia anima è liberissima, non c’è posto per gli esseri VUOTI, DISUMANI, SPREGEVOLI ed INESISTENTI della società, ho solo risposto a lei, perchè sono in nettissimo disaccordo su quello che dice, evidentemente perchè non conosce il soggetto in questione, io sono felice con la mia famiglia, al contrario suo , che invece neanche quella è riuscito a farsi, e questo già la dice lunga su quello che può essere costui, quindi penso che chi si stia logorando e che sarà un povero, piccolo INFELICE a vita, sia dentro che fuori di se, sia solo lui, soprattutto spero che tutto il male che ha commesso, ma non solo con me, penso che abbia un bel bagaglio alle spalle (la vita di costui, è proprio impostata sul fare del male al prossimo), gli torni davanti per il resto dei suoi giorni, e non gli dia più pace, e che paghi per tutto un giorno non lontano, perchè penso che NOI poveri innocenti, che abbiamo avuto la misera sfortuna, di imbatterci PURTROPPO, in questo OMUNCOLO, meritiamo giustizia, e abbiamo aspettato anche troppo, perciò mi dispiace deluderla, ma non c’è proprio NULLA da concedere a costui, soprattutto NON CE STATO, NON C’E’, e NON CI POTRA’ MAI ESSERE, nemmeno per IPOTESI, un benchè minimo PERDONO, con chi si è abbassato con me a livelli, che lei e nessuno altro al mondo può sapere, nemmeno arrivare ad immaginare, è facile per lei parlare, come per tutti gli altri che si permettono di farlo, forse perchè non conoscete a fondo nell’animo questo essere, come ho dovuto conoscerlo io, nel peggiore dei modi, percui la ringrazio per il suo interessamento ma non è possibile nulla di tutto ciò che lei ha espresso, le basti sapere che non voglio vederlo MAI PIU’, finchè avrò respiro, si figuri se vorrei o potrei ancora parlarci o volerci averci ancora qualche cosa a che fare, le piacerebbe a lei parlare con uno OTTUSO completamente? Per fare cosa, rischiare malato come è, che chiami i carabinieri, come ha già fatto, inventando la scusa che lo vuoi importunare? Parla sempre lui, ha ragione sempre e solo lui, deve avere a tutti i costi l’ultima parola anche se sbagliata all’ennesima potenza. questo a titolo informativo, beh NO GRAZIE, sono stata già stupida una volta, perchè la colpa è solo mia che ho tentato di rivolgere la parola ad un essere tanto CONTORTO e giuro che non lo farei MAI PIU’ se dovessi tornare indietro. Una ultima cosa, io non faccio la guerra a nessuno dico solo il mio pensiero, la realtà dei fatti, la guerra la lascio a questo tipo che ha sempre e comunque qualch’uno nel mirino da insoddisfatto quale è, per quanto riguarda lo sbagliare, certo è umano ma perseverare è DIABOLICO, e questo tipo lo ha fatto abbastanza con me, ma la cosa che da più fastidio e tutto il DISPREZZO che ci ha messo e questo non ha PERDONO!!!!!

      • Mi scuso cara Vittoria x essermi intromesso nelle sue volonta’. Comunque sia,al diavolo il regolamento in certi casi.” Forse”, sta morendo la xsona ke amo al mondo,mi viene impedito di vederlo??? Ma stiamo skerzando??? Nn si puo’ sentire!! Ci si e’ mai trovata al suo posto? Allora ne potremmo parlare…Quel giorno l’infermiera doveva far entrare una terza xsona e nn una squadra di calcio.L’infermiera nn ha avuto sensibilita’ a prescindere. Nn c’e’ da stupirsi,le mele marce sono dappertutto:in ogni tipo di xsone e a secondo di quello ke sono nella vita.!!!

      • Gentile Mauro, non solo mi è successo di ritrovarmi accanto ad un caro morente, ma le dirò di più, se la può interessare ma solo a titolo informativo, ho dovuto anche subire la triste e angosciante circostanza di ritrovarmi al fianco di una pietosa bara dove dentro c’era mio padre, morto a soli 58 anni che mi ha rifiutato ed abbandonato quando ancora ero nel grembo di mia madre, quindi che non ho mai potuto conoscere, ma che pur volendolo con tutte le mie forze, non sono mai riuscita ad odiare, come forse avrebbe meritato, invece quando mi hanno informato che non c’era più il primo pensiero è stato quello di precipitarmi lì, in quella fredda camera mortuaria e sa perchè? Beh avrei finalmente avuto la possibilità di conoscerlo, di vederlo per la prima ma anche ultima volta, ma non per questo ho potuto prendermela con altre persone o con il personale sanitario o tantomeno mettere al rogo qualch’uno per ciò che era capitato. Avrei voluto vedere allora se fosse capitato a questo tipo di ritrovarsi in una circostanza del genere cosa faceva, avrebbe fatto saltare direttamente l’ospedale con un ordigno? Per questo come la giri la giri torni sempre allo stesso punto, cioè al fatto che è tutta una questione di come sei stato cresciuto ed educato, dalla maturità ed il coraggio con cui affronti i piccoli grandi drammi ed ostacoli che la vita ti mette davanti, appare lampante che questo tpo non sa nemmeno il significato della parola SOFFERENZA, al contrario mio che invece ho dovuto farci l’amara conoscenza fin dalla più tenera età, l’infanzia per me è stata una chimera, mi è passata accanto sfiorandomi ma che non ho mai potuto respirare fino in fondo, come sarebbe giusto per ogni bambino dell’universo, forse è cresciuto nella bambagia più totale, da figlio di papà quale è viziato e vezzeggiato da tutti e alla prima che gli è capitata sappiamo tutti come ha reagito, percui, visto che so per esperienza personale che si può crescere in fretta, anche a pochi anni sarebbe ora che pure questo signore ormai alla veneranda età di quasi 50 anni finalmente crescesse, e la smettesse di piangersi addosso fare i capricci e puntare i piedi, in poche parole che finalmente IMPARASSE A VIVERE!!!!!

      • Cara Vittoria,sono felice di sapere ke ci sono xsone tenaci come lo e’ lei,mi creda la comprendo benissimo x le varie esperienze la quale la vita le ha riservato. Ognun essere umano porta le sue piccole e grandi croci.E quel ke ho potuto imparare sin dalla mia infanzia e’ quello di nn portar mai rancore a nessuno,tanto meno al mio peggior nemico.Perke’ ho sempre dentro di me la viva speranza ke le persone prima o poi trovino la pace interiore con se stessi. A punto,come lei dice,speri ke un giorno Insinna trovi il modo x crescere. Noi possiamo fare l’impossibile,ma se davanti a noi abbiamo un muro di marmo,la volonta’ e’ e sara’ solamente del Padr’eterno il destino ke affrontera’ una persona. Speriamo bene!!! Le stringo la mano Vittoria,cordiali saluti da ki,nnstante tutto vede sempre il bikiere di vino sempre pieno;non mi piace l’alcool’ ma con la fantasia ci si puo’ ubriacare di ” gioa.” !!!!!!!!!!

      • A me invece caro Mauro fa piacere sapere che in giro ci sono ancora persone ottimiste come lei, piacerebbe anche a me averne un pò, una minima parte di tutto quello che ha lei , ma purtroppo la vita mi ha insegnato anche tra tutte le altre cose che purtroppo le persone non cambiano, dalle mie parti c’è un detto che dice che chi nasce rotondo non muore quadrato, perciò speriamo che sia invece come ben spera lei. Cordiali saluti anche a lei.

  44. Ovviamente l’attore scrittore è umano, come tutti noi umani di fronte ad un momento di profondo dispiacere non ha retto almeno di aver pensato male, molto male di quell’infermiera. Chi non ha vissuto queste esperienze di ospedalizzazione dei propri parenti o genitori non può capire. Io stessa ho perso mio padre con un tumore: avevo 44 anni. Ho odiato la caposala perché mi ero raccomandata di farci sapere quando dovevamo riportare a morire a casa il nostro congiunto. Anche perché bisogna avvisare l’hospice e i servizi sociali. Insomma quella non ha voluto capire e sabato l’hanno fatto uscire. Morale: ritardo e scocciatura per avvisare chi non lavora il sabato cioè i servizi sociali e l’hospice il cui personale sarebbe dovuto arrivare per i controlli di routine e dosaggi di morfina la domenica seguente. A parte la caposala dovrei pure citare la cattiveria dei medici del S. Eugenio (Roma). “Che devo fare se ha un fegato ingrossato-litigarono a voce alta per impedire a mio padre di fare una ennesima ecografia- tanto deve morire!”. Cosa bisogna pensare di queste persone che si dicono medici e si atteggiano a dispensatori di vita? A te si – a lui no? E’ ovvio che chiunque sarebbe portato immediatamente a reagire come Flavio Insinna descrive le sue reazioni. Lo comprendo.

  45. E’ difficile dare giudizi; io per prima, lavorando in ambito sanitario, prima di rispondere ad una richiesta, cerco di immaginarmi nella stessa medesima situazione del mio interlocutore. Questo mi dà modo di fare scelte più vicine alle richieste dei clienti( pazienti e familiari), ragionando anche su come superare certe problematiche: per esempio nello specifico caso avrei fatto adottare misure altrettanto sicure; se il problema è la diffusione delle infezioni nosocomiali avrei utilizzato la tecnica dell’educazione sanitaria, avrei spiegato come regolarsi sul paziente( camice, mascherina, lavaggio antisettico delle mani, l’importanza del “non affaticamento….). Diciamocelo: non è possibile fare “di tutta l’erba un fascio” facendo del regolamento una legge invalicabile, magari confrontiamoci, interroghiamoci sul nostro essere professionisti…essere infermiere è una professione, e per questo dobbiamo essere in grado di fare vedere le nostre reali conoscenze, di saperle applicare, di saperci relazionare, mediare, prendere decisioni, organizzare etc.. ma soprattutto fondamentale è il porsi in “ascolto attivo”, far capire all’utenza che comprendiamo il momento di sofferenza, di delicatezza, l’avvicendarsi della morte, anche se abbiamo dei doveri lavorativi. Da anni lavoro in ospedale e da sempre lavoro con dedizione e passione.. voglio fare del mio operato un esempio da seguire.
    Grazie dell’ascolto.

  46. Buongiorno a tutti, innanzitutto premetto che non voglio entrare in polemica con nessuna delle persone che hanno sinora commentato, ognuna per conto mio merita la propria libertà di pensiero ed il proprio rispetto. Io, voglio solo “raccontare” la mia esperienza personale, vivo in un paese della provincia di Taranto, nell’aprile del 2007 ho perso mio Padre per un “brutto male”, senza ulteriori preamboli arrivo al dunque… la notte del 28 aprile 2007 ero di “turno” a casa dei miei, con mio Padre malato di tumore e mia Madre paralizzata a seguito di un ictus. In quel periodo, tutto nell’arco di pochi mesi, il “nostro cielo” ci era crollato addosso, casa nostra era diventata un vero e proprio ospedaletto. Quindi accade questo, mio Padre che la sera prima aveva cenato tranquillamente con noi ed aveva tranquillamente parlato e scherzato, durante la notte comincia ad accusare delle crisi respiratore, io notando subito che la situazione cominciava ad essere grave chiamo il 118. L’ambulanza arriva dopo pochi minuti e fin qui tutto bene, se non fosse che per il “medico”, e scrivo medico appositamente con la “m” minuscola, che era un EMERITO INCAPACE ed ARROGANTE. INCAPACE… perché non aveva minimanente idea di quello che doveva o poteva fare, si aggirava per casa sbraitando e spargendo liquido di flebo, medicinali, aghi e quantaltro dappertutto. ARROGANTE… perché GRIDAVA in casa, soprattutto alla presenza di mia Madre che era allettata in un’altra stanza, URLAVA che non avrebbe trasportato mio Padre in Ospedale (situato in un paese limitrofo al nostro) perché per “lui” nel giro di qualche minuto mio Padre sarebbe “entrato in coma” in quanto ormai “terminale”. Io dopo lunghe “trattative” sia con questo “essere”, che con il personale che aveva con “lui” in assistenza, trattative e discussioni contornate da minacce di chiamare i Carabinieri, sono riuscito a convincerli a trasportare mio Padre in Ospedale. Non voglio “annoiarvi” ulteriormente, voglio solo arrivare a dirvi che con questa sottospecie di “persona”, sono stato più che educato, corretto e credo soprattutto COGLIO.. sino alla fine, NON DENUNCIANDOLO, anche quando mio Padre due giorni dopo è morto, “forse” anche a causa dell’INCAPACITA’, IMPREPARAZIONE, INCOMPETENZA e soprattutto ARROGANZA di questo… “medico”, che tale non è degno di essere chiamato, soprattutto perché danneggia il buon nome di tutti i SIGNORI MEDICI che quotidianamente fanno il proprio dovere con ELEVATA PREPARAZIONE PROFESSIONALE e soprattutto con TANTA, TANTA UMANITA’. Chiudo dicendo che ho la stessa età di Flavio INSINNA, ed a mio parere, anche se non su tutto, è una persona da comprendere e da abbracciare. Io non sono famoso… SONO NESSUNO, cerco di essere gentile e disponibile con tutti, ma vi assicuro che la CATTIVERIA in giro e TANTA, e purtroppo molta è indotta soprattutto da “personaggi” come quello del mio racconto. Svolgo un lavoro impegnativo, indosso una Divisa, ho dei Figli e quindi tante responsabilità, ancora oggi mi occupo di mia Madre paralizzata, penso a mio Padre e mi rattristo, ma le “mie maniche” devono restare sempre rimboccate per poter andare avanti, perché fermarsi sarebbe solo un danno per chi è presente. Ma, mie Care Signore e Cari Signori, non vi nascondo che oggi, più di allora, la tentazione di ACCAREZZARE… la testa di quel “dottoricchio” con il cofano della MIA AUTO e molto, molto forte. Tranquilli Carissimi, state tranquilli, per sua fortuna e forse molto più per la mia, resterà solo una tentazione, primo perché… RAGIONO ANCORA, secondo perché… purtroppo o MENO MALE è stato TRASFERITO. Spero per lui che si ritiri prestissimo non a miglior, ma a peggior vita… professionale, perché non sempre potrà trovare COFANI DI AUTO… RAGIONEVOLI!!!

  47. Allora mi sono messa a leggere i vostri commenti. Premetto che a me FLAVIO INSINNA piace molto come attore e come tale lo posso giudicare visto che come tale lo conosco. Qualcuno di voi a criticato Flavio per i commenti su questa infermiera ecc. Ma vi rendete conto che state facendo la stessa cosa alcuni di voi buttando fango su di lui utilizzando anche voi delle parole squallide. Come si dice: predicare bene e poi razzolare male… credo che nella sua durezza certamente e` stato sincero anche a distanza di tempo a mettere nero su bianco le sue sensazioni ed emozioni di allora anche se ha esagerando con le parole. Molte volte pensiamo delle cose, molte volte scaturite da sentimenti non belli come il dolore, la sofferenza e ognuno di noi reagisce sicuramente in maniera diversa o pensa in maniera diversa e chissa molte volte si preferisce star zitti non dicendo cio che si sta pensando per non essere giudicati. Ribadisco quindi che sicuramente le parole no sono state belle ma qui nessuno e` un giudice e non ha diritto di giudicare. Per me per tutto cio che ho scritto prima Flavio nel bene o nel male, sbagliando o meno ha comunque avuto il coraggio di mettere a nudo le sue emozioni e cio che ne e` scaturito anche se dei pensieri non belli, ma nessuno di noi era nel suo cuore in quel momento, li comunque c era un padre. Nessuno di noi e` perfetto in questo mondo dovremmo impare a guardare i nostri sbagli o a quante volte magari abbiamo pensato male di qualcuno perche siamo uomini e possiamo sbagliare tutti, e poi chissa forse potremmo giudicare…. rimango comunque disgustata da alcuni commenti fatti da alcuni di voi piu volte verso questo Sig. e il motivo lo spiegato, cercando di essere piu chiara possibile nelle righe che ho scritto. Ripeto per me comunque rimane un bravo attore a livello artisto anche se so che alcuni di voi nn siete daccordo.

  48. Solo oggi ho letto il commento qui postato in cui definisce flavio insinna uno stronzo e vorrei anche io dire la mia. Partendo dal pressuposto che sono una sua grande ammiratrice e che dai suoi inizi io l’ho sempre seguito, ovviamente ho comprato subito il suo libro appena uscito e me lo sono divorato in un attimo. L’ho trovato tenero pieno di sentimenti che ha rivelato che oltre ad essere l’artista che mi piace è anche un uomo vero.. non falsato dal mondo dello spettacolo. E’ vero che lui ha scritto quelle parole sul suo libro legate a questa infermiera. (che immagino sia tu! se ti sei cosi risentita) ma guarda caso sono anche io un infermiera da 40 anni, sono un infermiera oncologica e ventanni fa ho passato lo stesso dolore di insinna perchè ho perso il mio adorato padre per un cancro terminale. Quindi so la rabbia e il dolore che si prova quando si sta per perdere la persona che ami di più su questo mondo ed essendo un infermiera che lavora da 40 anni in una struttura cattolica romana so anche io che ci sono delle regole da seguire; ma ci sono anche quelle legate dalla tua sensibilità professionale e dal tuo buonsenso da saper valutare la situazione. Anche io ho lavorato in terapia intensiva e la regola che chi entra poi fino a fine turno non può cambiare è una cosa assurda. L’importante è mascherina e camice. Che due per volta si può usare, E non si può fare questo mestiere e non conoscere il dolore e il desiderio di poter rubare tutti i minuti possibili del proprio caro che ci sta lasciando, Chi usa queste regole in maniera integerrima e inesatta perchè quella regola da lei imposta non è formulata cosi. Pur avendo conosciuto più volte il dolore e la morte scusami…… ma ha sbagliato mestiere, Io alla malattia di mio padre ho contestato tutto e tutti ma sono stata sempre accanto a mio padre fino all’ultimo. E per fortuna era ricoverato in una struttura ospedaliera del nord dove usano più sensibilità e cuore. Ah per essere precisi anche io porto gli occhiali e anche io sono bassa… forse non sono bella ma la mia sensibilità verso il paziente e il parente mi ha reso agli occhi degli altri sempre speciale. Prova ad usare meno le regole e più il tuo cuore se veramente sei un infermiera. Quello che ha scritto nel libro che ti ha offeso è solo dettato dal dolore e dalla rabbia e dall’angoscia di essere lontano dalla persona amata. Hai mai provato questa sensazione tu? Ti hanno mai fatto una cosa del genere? Vorrei vedere se capitasse a te quello che faresti e penseresti di chi in quel momento ti impedisce di stare con chi sta male e se ne sta andando.

  49. io sarò meno educata di roberta mia mamma. Secondo me sei una povera triste e sola che non ha un cavolo da fare che postare pagine del genere. Flavio insinna è una bravissima persona ed è umano e può sbagliare. In quel momento chiunque e sono sicura chiunque avrebbe reagito cosi. Suo padre stava morendo e quella stronza non glielo ha fatto vedere. Scusami ma spero non ti capiti mai. A mia madre è capitato e te lo ha scritto. A me spero non capiterà mai.. il mio augurio è che mia madre si addormenti nel letto di casa sua. Ma se capitasse a me io nn mi limiterei a scriverlo su un libro ( e io nn sono nessuno anche lo facessi nessuno lo saprebbe) ma la prenderei a schiaffi li davanti a tutti perchè devi usare l’intelligenza e cuore in quelle situazioni e ha fatto bene a dirgli che il regolamento se lo doveva ficcare nel culo perchè lo avrei detto anche io. Tutti bravi a fare gli ipocriti voglio vedere se capitasse a te. Te lo auguro. Ti auguro di perdere la persona che ami di più e di vederti negata la possibilità per una stupida regola inesatta tralatro di vederlo. Voglio vedere te al suo posto. Lo vorrei tanto. Quell infermiera si abrogata un diritto per un antipatia superficiale nei suoi confronti. Le persone normali e invidiose trattano sempre male gente che sanno famosa perchè pensano sempre male di loro quando in realtà non sono tutti uguali ci sono quelli che se la tirano e quelli che no e lui è uno di questi ultimi. Lo abbiamo anche conosciuto per altri motivi flavio è una delle persone + buone e umili che io abbia mai conosciuto. Ti farei dei nomi di gente famosa che ho conosciuto quanti ne vuoi con orribili modi e orribili anime e che invece quando li guardi tutti li amano e nessuno penserebbe mai male di loro. be flavio nn è tra loro. Quella stronza in quella situazione ha fatto dio… quanto si sara sentita grossa a fare la superiore con uno famoso. Ha deciso da sola di abrogarsi quel diritto e di estrapolare una regola fuori dal contesto e mettendoci del suo. Mia madre è un infermiera da 40 anni io ci sono nata e cresciuta in ospedale continuamente attorniata da medici e camici bianchi e ti posso assicurare che quella regola non esiste. Non ce scritto da nessuno parte che se entrano due persone poi per tutta la giornata devono essere sempre quelle due. Lo ha deciso lei. Si può entrare a tutti quanti si vuole basta che hai indosso il camice e la mscherina che sono sempre quelli per la giornata. Non è che li cambi ogni volta starebbero freschi. Quando mio nonno stava male tutta torrepellice andava a trovarlo e nessuno si è mai permesso di dire a mia madre o agli altri voi nn potete entrare perchè lo dico io.. quella ha voluto approfittarne e ha fatto la stronza punto. Se ero io nn aveva più la macchina o il naso. Perchè gliela facevo diventare una frittata sia la macchina che il naso.

    • Vittoria 70 e’ avvelenata con Insinna o perche’ e’ lei l’infermiera bruttina o perche’voleva qualcosa di privato che le e’ stato rifiutato! Agnese lo monaco invece si risente tanto perche’ hanno toccato la professione di suo marito che senz’altro sara’un bravissimmo infermiere, ma deve ammette che negli ospedali la maggior parte dei dipendenti(compresi anche alcuni professoroni)sono dei grandi menefreghisti ignoranti!

  50. Personalmente non esprimo alcun parere su Insinna, ma è vero che quando le infermiere (o i medici) assumono un atteggiamento arrogante e irrispettoso da parecchio fastidio! Insomma si dovrebbe anche capire che la gente non va in ospedale per divertirsi o per curare un banale raffreddore, ma quasi sempre si tratta di patologie che, in qualsiasi caso, turbano l’armonia psicologica del paziente e dei suoi familiari. Dunque servirebbe un approccio più umano, più attento alla sensibilità altrui, tenendo conto della situazione in cui si trova il paziente. A chi si lamenta dicendo “eh, ma l’infermiera aveva pulito il c*** al padre”, dico: scusa, allora anzichè fare l’infermiera sceglieva un altro lavoro! Quando si ha a che fare con la salute delle persone servirebbe mettere al primo posto la passione e solo al secondo i soldi, ma viviamo in Italia e, come al solito, le parole “umanità” e “passione” non fanno parte del nostro vocabolario. Se non si ha la pazienza o la passione per fare un lavoro come il medico o l’infermiera, si abbia la decenza di scegliere altri lavori.

  51. non so cosa commentare. Non conosco Insinna di persona ma posso comprendere uno stato d’animo e una reazione impulsiva in determinate situazioni.
    Per quanto riguarda l’infermiera dovrei essere meglio informata dei fatti. Se veramente non ha lasciato entrare tutti insieme quando il padre era in punto di morte direi che in certe situazioni bisogna essere elastici e lasciare da parte il regolamento.
    Riguardo il capitolo direi che è un pò a tinte forti ma sono le tinte forti che fanno alzare lo share. E’ anche vero però che Insinna ha avuto una forte depressione e che spesso certi atteggiamenti sono tipici dello stato d’animo. Sono medico anche io e per poter giudicare bisognerebbe entrare nell’animo e nella psiche di entrambe le parti.

  52. Ho giusto finito di leggere il libro di Insinna e devo dire – a parte il fatto che è un gran chiacchierone anche quando scrive – che riga dopo riga un sentimento di empatia andava ad aggiungersi alla simpatia che già provavo nei confronti dell’attore -conduttore e nonsochealtro. Finché non sono arrivata al pessimo contenuto del capitolo in questione… e il caro Flavio mi s-cade dal “cuore”! Delusione amara. Ma come, lui così umile, così umano, così er più…? Mi fiondo a cercare pareri nel web ed eccomi qui.
    Va bene… ci può anche stare l’infermiera precisina, o stronza come lui preferisce. Ma non venga a dirmi che il problema stia nel dna delle donne con occhiali e bassa statura. Razzista arrogante e perverso, istintivamente ho pensato! Poi ho ripiegato sulla speranza che con il senno di poi, dopo l’elaborazione del dolore e lo sbollimento della rabbia, abbia potuto avere il desiderio di esprimere diversamente il suo disappunto per un’imposizione di regole inaccettabile in un momento come quello. Intanto il capitolo rimane. E quel ch’è scritto è scritto…

  53. Qualcuno ha letto per intero il libro? Sa cosa stava succedendo nella vita d’Insinna?
    Io l’ho fatto. E ho capito che stava succedendo.
    Posso dirti che quell’infermiera se l’è cercata.
    Posso dirvi che l’ultima cosa che Insinna è quella di essere misogeno, razzista, stronzo. Posso dirti che a tutti capita di pensare merda degli altri, perchè si è incazzati neri.
    Studio in un ospedale. Faccio spesso tirocini nei reparti. Posso dirti che alcune infermiere mi verrebbe voglia di prenderle a manganellate per come trattano i parenti dei pazienti. Stronze acide e frustrate per non si sa quale ragione.
    Il buon senso in ogni cosa, ci vuole. L’infermiera poteva far rispettare il regolamento con più gentilezza. Oppure potevano fare che ne entrava uno alla volta, così da non stancare il malato.
    Ci vuole il buonsenso in ogni cosa. Non il tiranneggiare, così, tanto per. Non tenendo conto che parliamo di persone che stanno fuori da una sala d’aspetto tutta la giornata per vedere i propri cari che sono tra la vita e la morte.. Giusto per pochi minuti.

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