DIO, sei stato nominato!

Dunque dal Grande Fratello si può essere espulsi. Ma solo a certe condizioni!

E’ successo durante la puntata di lunedì 24 gennaio 2012; era successo nella passata edizione (furono addirittura espulse contemporaneamente tre persone), era successo ancora prima. La motivazione è sempre la stessa, precisa e chiara e l’editore (Mediaset) la rende nota con comunicati stampa dai toni perentori: quei partecipanti hanno bestemmiato, hanno offeso la sensibilità del pubblico (come se esistesse un unico grande pubblico). L’anno scorso furono più precisi: era stata offesa la sensibilità di tutti i credenti, i concorrenti erano stati “blasfemi”.

Il tono e i termini utilizzati sembrano rendere evidente la preoccupazione di Mediaset: compiacere i vertici della Chiesa Cattolica (che comprano molti spazi pubblicitari come quello per l’otto-per-mille) e fidelizzare televisivamente il ventre molle di un paese la cui doppia morale è a dir poco ingombrante (ci risiamo con l’italica ipocrisia).

Per raggiungere questo obiettivo sceglie di utilizzare una categoria (la blasfemia) e un linguaggio a dir poco non-televisivi e assolutamente in contraddizione con gran parte della sua stessa offerta televisiva che propriamente morigerata non lo è. Del resto lo stesso trattamento non fu riservato allo stesso editore quando, da Presidente del Consiglio, raccontò una barzelletta blasfema: anzi, le difese d’ufficio si sprecarono.

Dal Grande Fratello si può essere espulsi, dunque, ma è facile evitarlo: basta non essere blasfemi. Tutto il resto è concesso grazie alla grande indulgenza che da sempre contraddistingue il savoir vivre di certi ambienti.

Pensate che nella puntata del 14 marzo 2010, ad esempio, il Grande Fratello mandò in onda la registrazione di una discussione avvenuta qualche giorno prima: una concorrente italiana, volendo esplicitamente attaccare una concorrente di nazionalità libica, si riferì agli immigrati in generale dicendo testualmente che “bisognerebbe bruciarli vivi”. Il Grande Fratello, così sensibile alle espressioni blasfeme, gestì questo caso nel modo seguente: la conduttrice Alessia Marcuzzi, quasi annoiata dalla vicenda o forse perché sa vivere, definì questa frase “una battuta non molto felice”; l’autrice della battuta si disse indignata per l’inaccettabile accusa di razzismo rivoltale dalla ragazza libica; Alessia Marcuzzi sottolineò che però, in fondo, era stata poco carina.

Ricapitolando: se bestemmi il Dio dei Cattolici vieni espulso, se dici che tutti gli immigrati andrebbero bruciati vivi ti senti dire che sei stato poco carino e che hai fatto una battuta infelice. Poco importa se la seconda frase potrebbe configurarsi come un reato penale e la prima no.

Ora è finalmente chiaro il motivo per cui la prima storica edizione del Grande Fratello fu candidata agli Oscar della TV nella stessa categoria dei programmi di divulgazione scientifica: con questo programma l’editore intende contribuire a ricostruire fedelmente la cultura scientifica e spirituale del medioevo e vuole dimostrare quanto siano stati dannosi il superamento del potere temporale della Chiesa, il Concilio Vaticano II, le lettere di Don Milani (che chiese perdono a Dio per averlo amato meno dei suoi bambini), le impossibili poesie di Celan dopo Auschwitz, e quella bislacca quanto blasfema idea della sacralità dell’Uomo.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 gennaio 2012. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti

3 thoughts on “DIO, sei stato nominato!

  1. A parte la prima edizione del grande fratello, dove sono a volte riuscito a guardare la trasmissione addirittura per dieci minuti di seguito, per curiosità
    …sono anni che non degno a quella immondizia nemmeno mezzo secondo del mio tempo.
    Fatta questa lunga premessa per giustificare la mia ignoranza, chiedo:
    e se invece l’espulsione fosse un modo più veloce e scenografico per chiudere prima una trasmissione che finalmente ha fatto flop?
    Della serie: per far chiudere prima la trasmissione che non rende più, espelliamo i suoi concorrenti!
    Nicola

  2. Come Nicola, anch’io riesco solo a ricordare qualche concorrente della prima edizione, che sono riuscito saltuariamente a seguire per la curiosità che erano riusciti a creare attorno a questo “nuovo” (per l’epoca ) format :come si dice dalle nostre parti “frusce de scopa nov”!
    Il degrado culturale e morale delle edizioni successive mi è stato soprattutto raccontato el’episodio che racconta e commenta Felice ne è la roprova lampante!
    Non posso che condividere le considerazioni generali di Felice sull’atteggiamento di queste megareti televisive nei confronti dei poteri forti e commercialmente importanti, ma trovo anche sagace la considerazione di Niki sulla possibile strategia che queste espulsioni potrebbero rappresentare nell’ottica di una decisione di chiusura anticipata del programma con botto finale (in termini di possibile recupero di audience e,quindi,di introiti pubblicitari!).
    Mi sembra di cogliere attraverso i “media”,numerosi segnali di una grande sofferenza della Chiesa nel conservare la sua autorevolezza anche spirituale oltre che temporale,nel rapporto quotidiano con una popolazione sempre più multietnica e “diversamente credente”, parola di dipendente di Ente Ecclesiastico!
    Marco

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