MAMMALITURCHI ovvero IL MESTIERE DI DISINFORMARE

Lunedì 12 dicembre il telegiornale de La7, dopo averla lanciata in cronaca, approfondisce la notizia dell’assalto al campo Rom di Torino. Detta così sembrerebbe una cosa positiva.

Se non fosse che l’operazione si rivela terribile dal punto di vista culturale perché riesce a mettere insieme a distanza di pochi secondi i due principali stereotipi (ovviamente infondati) che riguardano i Rom: innanzitutto il servizio li assimila agli immigrati (la giornalista lo ripete più volte e, anzi, il servizio è un pretesto per parlare del rapporto ISMU) e invece i Rom in nessuno modo possono essere considerati immigrati e poi, e questo è il peggio, aggiunge che “la comunità romena, poi, con tutte le differenze etniche per noi ancora difficili da capire, si conferma – dati alla mano – come la più numerosa…”.

Ebbene sì, la giornalista crede che Rom e rumeni siano la stessa cosa! Evidentemente ignora il fatto che quelli che lei chiama Rom (dando per scontato che non siano Sinti o Caminanti) possono essere di tantissime nazionalità diverse, nulla avere a che fare con la Romania, e soprattutto, udite udite – ma questo sarebbe troppo per lei – essere italiani di nascita e di nazionalità!

Mi rendo conto di dirla grossa, ma voglio dirla lo stesso, provocatoriamente e solo a scopo didattico: fatte le debite differenze, l’ignoranza di chi ha pensato di dare fuoco al campo di Torino e quella di chi ha redatto quel servizio stanno sullo stesso piano, seppur divise da una enorme differenza di grado e di intenzione (essendo quella della giornalista indiscutibilmente in buona fede).

Ma, sempre fatte le debite differenze, come si può non considerare gravissimo il fatto che, credendo di fare informazione, si alimentino invece proprio quegli stereotipi che stanno alla base della faticosissima convivenza tra culture nel nostro paese e della bieca intolleranza nei confronti, per esempio, proprio della popolazione romena?

Sarà che il mestiere di informare si è ormai quasi completamente liberato del dovere di informarsi?

A questo indirizzo è possibile vedere il servizio giornalistico http://tg.la7.it/cronaca/video-i487427

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One thought on “MAMMALITURCHI ovvero IL MESTIERE DI DISINFORMARE

  1. Annosa questione quella della disinformazione che molte volte, ed è condizione ben più grave, esprime incapacità di confronto e approfondimento. La superficialità, d’altronde, sta caratterizzando il percorso didattico sia in merito all’educazione primaria che alla specializzazione, ed i giornalisti non ne sono esenti.
    I grandi padri dell’informazione (i nostri genitori avevano Buzzati, ti rendi conto?) hanno tentato ma… i tempi erano maturi per l’incultura comunicativa.
    Il problema è che l’uditore medio era pronto ad abboccare.

    Resto, comunque, fiduciosa. Se è successo da altre parti potrà accadere anche qui: nuove leve vivranno i fatti che raccontano.
    Che bei tempi quelli in cui il giornalista ti chiedeva di scrivere dal campo!
    Chissà che un giorno il giornalista rumeno non venga da noi ad appurare che gli italiani non sono tutti Berlusconi…

    saludos
    julia

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